Opinioni | 12 Febbraio 2021 | Autore: David Giardino

Per andare dove, dove dobbiamo andare?
Si sapeva come sarebbe andata a finire, lo si intuiva dalle dichiarazioni prudenti sul tema dei prezzi dei più importanti operatori della distribuzione durante i webinar del 2020.
 
Il timore che gli operatori della distribuzione, per inseguire la crescita e una territorialità sempre più nazionale, fossero spinti a comprare il fatturato con condizioni sempre più aggressive, sì è concretizzato, spingendo al ribasso i margini di tutti gli operatori della filiera della distribuzione indipendente. Nessuno è disposto a cedere spazio alla concorrenza: siamo di fronte a un atto di forza continuo, che logorerà prima o poi tutti gli operatori coinvolti.
L’accelerazione delle concentrazioni nel nostro settore sta creando attori sempre più grandi per dimensioni, con una maggiore capacità negoziale interna e internazionale; di contro gli operatori locali godono di una maggiore libertà di manovra e di velocità nelle decisioni, ma soffrono giornalmente le incursioni dall’esterno a colpi di condizioni al ribasso.

Il momento di concepire una nuova forma di aggregazione, che superi le precedenti formule associative, sembra essere ormai giunto a maturazione per superare i dubbi dei numerosi imprenditori del nostro mercato che ne hanno impedito sino a oggi una naturale evoluzione.
Il 2021 sarà un anno selettivo, dall’industria alla distribuzione, alla riparazione; un anno in cui il cambiamento da molti evocato negli anni, mostrerà i suoi effetti concreti.

Sarebbe auspicabile imprenditorialmente cercare un dialogo anziché lo scontro con i propri colleghi, per evitare che i danni di una continua battaglia sul campo lascino uno spazio di sopravvivenza solo per coloro che seppur malconci riusciranno a sopravvivere.

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