Opinioni | 11 March 2026 | Autore: David Giardino

Luci e ombre da Oriente: l'editoriale di David Giardino
L’Europa, si è già visto, si sta popolando di nuovi marchi di autovetture provenienti dalla Cina. Fino a qui niente di male ovviamente, sempre che si rispettino le regole che il Vecchio Continente si è dato. 

Il settore post-vendita automobilistico ha bisogno in particolare di informazioni tecniche, database ricambi, e dei ricambi stessi, per permettere agli operatori indipendenti di poter continuare a proporre la propria offerta di riparazione in concorrenza con gli operatori autorizzati dalle Case.

Questa semplice affermazione, con l’esperienza degli anni addietro, abbiamo già visto essere ricchissima di insidie; i costruttori preferiscono pagare le multe a seguito di lunghi procedimenti legali, piuttosto che cedere immediatamente alle richieste del mercato indipendente. 

Se ciò succede già con gli operatori locali, cosa succederà quando le domande verranno fatte ai costruttori cinesi?
Anche se vi è l’obbligo di fornire le informazioni tecniche per richiedere l’omologazione di un veicolo, non è certo che l’Ente preposto alla autorizzazione abbia poi la competenza o il tempo per verificare tutta la documentazione. 
Pur non potendo prevedere il futuro, ci sembrerebbe assai strano che su questi punti i cinesi fossero più disponibili dei costruttori europei.

Sarà necessario utilizzare prontamente l’associazione di categoria ADIRA davanti a ogni evidenza che possa compromettere la libera concorrenza fra operatori. Solo così la fetta destinata ai veicoli provenienti da Oriente non sarà sottratta nel futuro al mercato indipendente.

 

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