Opinioni | 27 March 2026 | Autore: David Giardino

"Una occasione persa o perduta?", l'editoriale di David Giardino
Il confronto fra differenti operatori della filiera della distribuzione andata in scena durante l’ultimo atto della decima edizione del RicambistiDay ha esposto in modo fin troppo visibile due posture difficilmente coniugabili. 

Un tentativo di dialogo, con lo scopo di ragionare su come rendere più efficiente un sistema distributivo fatto di tante teste, e di tanti magazzini, al fine di servire meglio la riparazione ed assistenza veicolare soprattutto per i grandi canalizzatori, si è presto trasformato in uno scontro inconciliabile. 

Alla postura seria, si potrebbe definire sabauda, di alcuni operatori intenti a costruire sul mercato una relazione di fiducia ed interesse reciproco, si è contrapposta una visione speculativa, utile esclusivamente alla propria azienda, ma sicuramente non adatta a costruire una relazione che soddisfi altri. È possibile che la dimensione di alcuni ricambisti non possa più permettere di avere fra la propria azienda e il produttore alcun operatore; la dimensione porta costi di struttura che comprime i margini che si traducono in una maggiore richiesta di condizioni commerciali in acquisto non sempre accettabili. 

Seppur contro voglia sarà inevitabile per alcuni grandi ricambisti l’investimento in un proprio hub logistico per accedere direttamente ai fornitori, poiché i distributori non potranno seguire oltre le richieste di condizioni al ribasso.

La strada “due step” aperta ufficialmente in Italia da Rhiag, prima ancora che fosse anche LKQ, seguita da Intercars e poi anche da WM, senza contare le numerose operazioni meno trasparenti con proprietà occultate da fiduciarie, sembrerebbe essere quella più coerente per competere nel mercato con efficienza ed efficacia.

Questa consapevolezza, resa più evidente durante il mancato dibattito all’ultimo RicambistiDay, farà sicuramente riflettere alcuni operatori, ma non tutti, su quali clienti e di quali dimensioni investire maggiormente nel futuro.

 

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