Opinioni | 03 Settembre 2012 | Autore: David Giardino

Le numerose colpe, le abbondanti pietre
Scrivo questo editoriale prima della pausa estiva, che ci riporterà a settembre immediatamente immersi a pieno ritmo nel lavoro. Primo fra tutti, l’appuntamento a Francoforte, dove in occasione di Automechanika si potranno cogliere in tempo reale gli umori del mercato non solo italiano, ma anche europeo.

Il 2012, lo sappiamo già oggi, non sarà ricordato come un anno eccezionale per le vendite: l’incertezza dei mercati finanziari ha fortemente condizionato la fiducia e i consumi dei cittadini europei, non risparmiando ovviamente neppure la riparazione e la manutenzione degli autoveicoli.

Il 2012, però, non è tutto da buttare via: infatti, più il mercato è competitivo, più aumenta la selezione degli operatori, non permettendo alle sacche di inefficienza di mantenersi tali e a lungo. Le scelte strategiche di razionalizzazione dei magazzini, lo scambio di informazioni per via informatica fra operatori, della filiera distributiva e del credito, permetteranno di sopravvivere solo a coloro i quali avranno la forza e le capacità di rispondere adeguatamente a queste sfide del mercato, emarginando senza possibilità di recupero gli operatori inadeguati.

Questo vale per tutti gli attori della filiera, dai componentisti alle officine. Ognuno con le proprie responsabilità, senza possibilità di giustificarsi dando la colpa l'uno all’altro. Nei numerosi incontri con gli operatori del mercato, che mi hanno impegnato per tutto il mese di luglio, mi sono confrontato proprio su questi temi e spesso ho notato che, a seconda che mi trovassi a contatto con officine o ricambisti, gli uni attribuivano agli altri le responsabilità dei problemi che, invece, alla fine erano riconducibili alla propria attività. Per esempio, le officine, lamentando una scarsa qualità delle informazioni commerciali, attribuivano la perdita di alcuni lavori a dei prezzi troppo alti nei listini dei componentisti, dimenticando che loro stesse possono, volendo, scontare i listini a vantaggio del loro cliente. Troppe, è vero, sono ancora le inefficienze delle tabelle di cross-reference compilate dai componentisti nel marcare il codice OES, che sfugge con sempre maggiore velocità alla rincorsa affannata dei marketing sottostrutturati dell’aftermarket. L’introduzione da parte dei principali costruttori auto di ricambi rigenerati, l’abbassamento dei prezzi di alcuni articoli fast mover, gli sconti dei listini OES che sempre più spesso sono più competitivi di quelli offerti dalla filiera della distribuzione indipendente alle officine, lasciano numerosi dubbi sulla capacità del nostro settore di migliorare tutte le inefficienze così clamorosamente evidenti.

Da quando la parola d’ordine del mercato dei costruttori ai propri concessionari è stata “vendere ricambi” - e non per guadagnare di più, ma per sopravvivere, data la scarsità di vendite di auto nuove - la tensione nel post-vendita sta salendo visibilmente, e il 2013 sarà certamente un anno rovente su questo fronte (vedi l’approfondimento sull’iniziativa BMW alla pagina seguente).

Nessuno può più permettersi, scaricando su altri le proprie responsabilità, di posticipare i miglioramenti ora necessari: gli spazi commerciali sono diventati troppo stretti per tutti.

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