Opinioni | 03 Novembre 2012 | Autore: David Giardino

Il Paese delle meraviglie
Per esperienza diffido sempre dalle occasioni così convenienti da non poterle perdere. Esiste un limite oltre il quale accettare un prodotto/servizio, sotto i parametri ragionevoli di convenienza, ammette implicitamente una accettazione di una potenziale truffa. Ecco perché, pur essendo potenzialmente interessato ad alcune offerte proposte con sempre maggiore insistenza da siti come Groupon, alla fine non aderisco. Non sono evidentemente dello stesso parere centinaia di automobilisti che come mosche sul miele si abbuffano sui tagliandi proposti a prezzi indecenti anche da autofficine che portano targhe prestigiose. Dell’argomento ho già parlato nelle pagine di Notiziario Motoristico in editoriali passati, e devo dire che da allora ho anche modificato la mia opinione in proposito. L’intento commerciale di dar visibilità alla propria officina attraverso proposte “limite” non mi pare vincente. L’offerta, che è al lordo di commissioni sulla vendita (che si aggirano intorno al 50% del tagliando stesso), abbassa a poche decine di euro l’incasso dell’officina per l’operazione. Gli internauti sono per loro stessa natura esclusivamente interessati a offerte stracciate e difficilmente torneranno per una qualsiasi operazione diversa a prezzi di mercato. È la ragione per cui personalmente non compro tagliandi o cene al ristorante da Groupon, ed è esattamente opposta alla ragione per cui altri utenti lo fanno. Questi ultimi sono professionisti dell’affare via web, non si fidelizzano, non tornano se non per lo stesso motivo della prima visita. Questa tipologia di clienti è meglio perderla che trovarla per un'officina che vuole fare seriamente il proprio lavoro, sempre che ci sia spazio anche nel futuro appunto per la serietà. Recentemente, con l’occasione di una revisione per il motoveicolo, ho conosciuto Walter, autoriparatore tutto di un pezzo che è riuscito a farmi sostituire uno specchietto retrovisore dopo anni di passaggi indenni dalle precedenti revisioni. Per questo autoriparatore la priorità è la serietà del proprio lavoro. Per questo deve poter vendere correttamente la propria manodopera e i ricambi con una marginalità che gli permetta di sostenere i propri investimenti, altrimenti il suo mestiere non sta in piedi, così dice. Non importa se alla fine perde dei clienti se non accettano di fare il lavoro a regola d’arte con i ricambi di qualità; sa di essere responsabile del suo operato, vuole dormire con la coscienza a posto. Ricevere i ricambi per montarli, accettare costi orari bassi per effettuare le riparazioni conto terzi, non fa parte del suo sentire e, non di rado, Walter indica neppur troppo gentilmente la porta di uscita della propria officina all’automobilista che glielo propone.
Riuscirà Walter a sopravvivere a una logica che sta portando la riparazione a diventare qualcosa di diverso?

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