Opinioni | 03 Dicembre 2012 | Autore: David Giardino

L’oro nelle mani
Durante una piacevole cena, in occasione di un evento organizzato da un produttore di ricambi, mi sono trovato a un tavolo particolarmente stimolante. Ero a conoscenza della competenza della persona con cui interloquivo, ma sicuramente l’esperienza è stata più intensa interessante di quanto mi aspettassi. La vivacità intellettuale e i molteplici interessi, ancora tutti fortemente seguiti con entusiasmo, contraddicevano abbondantemente i luoghi comuni sull'età anagrafica degli individui. La persona che avevo davanti era davvero una persona speciale. Nella varietà di interessi di cui si è parlato, ce ne è stato uno che mi è stato spiegato con particolare cura: quello relativo alla scuola professionale dei “miei splendidi ragazzi”.
Così abbiamo parlato della importanza delle scuole professionali e della necessità che questo approccio all’istruzione venisse rivalutato un po’ da tutta la società e dai genitori stessi. La scuola professionale è infatti percepita dalla maggioranza delle persone come una scuola di serie “B”, dove coloro che non hanno voglia di studiare si possono appoggiare in attesa della fine degli anni di obbligo scolastico.
Questa situazione sta cambiando e da più parti, dal mondo del lavoro per primo, vi è la necessità di trovare dei giovani preparati al lavoro per il quale mancano mani e teste. La riparazione delle autovetture non fa eccezione. È proprio nel mondo della autoriparazione, a causa delle innovazioni tecniche e dell’elettronica sempre più spinta, che servono giovani capaci di utilizzare, prima ancora della chiave inglese, un computer per la riparazione e l'autodiagnosi.
Proprio per questo occorre che il settore della riparazione indipendente, oltre ad avere il pensiero quotidiano della vendita di ricambi, si preoccupi anche di incentivare, attraverso una partecipazione diretta a iniziative puntuali, la formazione delle nuove generazioni di autoriparatori, e di curarne l'organizzazione e il reperimento delle risorse.
Al giorno d’oggi il lavoro non manca per le persone che sanno fare, manca solo per coloro che, nonostante gli studi, escono dalle università senza saper fare nulla. Lo sforzo culturale della generazione di genitori di oggi è quella di voler veramente aiutare i propri figli, ricercando nelle loro capacità la giusta strada per il successo, guardando loro le mani con maggiore attenzione, perché in quelle mani potrebbe nascondersi l’oro della loro passione.

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