Opinioni | 04 Marzo 2013 | Autore: David Giardino

Il “rassemblement” della distribuzione indipendente
Per fortuna lo scenario della distribuzione indipendente di ricambi in Italia non segue la logica della sua politica, dove la formula del “rassemblement” sembra non abbia portato i risultati sperati per gli schieramenti che li hanno proposti, lasciando sul terreno scalpi eccellenti. Sembra invece che sia proprio nell’unione di fatturati e di idee che la distribuzione nostrana ha individuato la risposta più forte alle sempre più visibili e aggressive strategie dei costruttori da una parte e di grandi gruppi internazionali dall’altra. Se l’apatia e l’individualismo hanno caratterizzato l’imprenditoria italiana negli ultimi 40 anni, sembra oggi soffiare un nuovo vento, spinto probabilmente da un acuirsi della concorrenza che ha difatti abbassato le condizioni di scambio di articoli per la riparazione, abbassando sotto la soglia sopportabile le marginalità di coloro che non possono per grandezza accedere a condizioni di acquisto concorrenziali. Non si tratta certamente dello tsunami politico modello Grillo, non ci son dubbi, ma che comunque, dai consorzi di ricambisti ai gruppi di distribuzione nazionale, ci siano un maggiore interesse e una aggregazione continua è sotto gli occhi di tutti.
Quasi giornalmente si scopre che un distributore entra a far parte di un Gruppo, così come che un ricambista entra in un consorzio. Il tentativo di concentrare i fatturati per aver maggiore massa critica nei confronti dei componentisti fornitori è uno sforzo non sempre di facile attuazione rimanendo in ogni caso molto forte la tentazione dei singoli di un protagonismo al di fuori degli accordi, in più le cadute esclusive di distribuzione hanno esacerbato la competizione a “colpi di extra sconti” e anche oltre. La sensazione è che al momento non sia ancora chiara una strategia per il futuro, se non quella di aumentare il più possibile il fatturato per prepararsi a scenari complessi. Stessa strategia anche nel mondo dei concessionari auto, dove le aggregazioni di concessionari modello AsConAuto sono sempre più presenti e in alcune regioni sempre più aggressive. La salvezza economica dei concessionari passa sfortunatamente dalla vendita di servizi e i ricambi sono per eccellenza il servizio a maggior valore aggiunto. La presentazione di una piattaforma di commercio di ricambi condivisa da tutti gli operatori diffusa su tutto il territorio nazionale sembra stia confermando la validità dell’iniziativa e sembra avere forte presa sulle autofficine. La nostra proposta www.autofficinaautorizzata.com sta coinvolgendo sempre più operatori indipendenti che hanno voglia di condividere una strategia comune per proporsi in maniera innovativa a dei clienti attenti alle proposte che viaggiano attraverso la rete.

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