Opinioni | 02 Settembre 2013 | Autore: David Giardino

Un colpo al cerchio, ma attenti alla botte
Scrivo questo editoriale con la mente oppressa dalla terribile disgrazia appena accaduta sulla tratta Napoli-Bari che ha mietuto così tante vittime. Dalle prime notizie di cronaca sembra che la responsabilità possa essere attribuita a uno stato di cattiva manutenzione del mezzo coinvolto, avendo trovato pezzi del veicolo ad alcuni chilometri dall'incidente. 
 
Si sa che in tempo di crisi economica ogni intervento di manutenzione sulla propria vettura viene centellinato, cercando di risparmiare anche su operazioni di carattere straordinario, che richiederebbero invece molta più attenzione. Un esempio classico è la mancata sostituzione degli ammortizzatori, che per loro natura perdono efficienza nel tempo, ma non per questo impediscono l'utilizzo della vettura che si continua a guidare tranquillamente.
 
L'autofficina ha un ruolo di grande responsabilità, soprattutto quando fa il preventivo per una riparazione e si sente rispondere dal cliente di “fare solo le cose urgenti” e di “rimandare quelle non necessarie” al funzionamento della autovettura. 
 
Il professionista della riparazione si trova davvero fra l'incudine e il martello, sospeso tra la necessità di effettuare il lavoro in modo professionale e l'esigenza di accontentare il cliente che cerca di contenere le spese; come comportarsi allora? Nell'evidenza che la responsabilità della efficienza del veicolo è del proprietario, che deve rivolgersi periodicamente all'officina per la manutenzione, diventa però responsabilità dell'autoriparatore laddove, una volta fatta la diagnosi del mezzo, lo riconsegni all'automobilista senza aver riparato tutte le anomalie riscontrate. 
 
La responsabilità civile e penale di un lavoro mal fatto, o addirittura non fatto, sono una evidenza. 
E allora cosa fare? Ritengo che una chiara preventivazione di tutto ciò che la vettura necessita per essere efficiente debba essere fatta in ogni caso. Sarà poi l'automobilista ad assumersi certe responsabilità, accettando o meno i lavori e provvedendo a firmare direttamente sul preventivo ciò che ritiene rimandare: questa modalità di comportamento ritengo sia una prassi assolutamente necessaria, che ogni officina dovrebbe adottare. 
 
La preventivazione, con l'eventuale manleva della responsabilità in caso di lavori non effettuati, mette in condizione l'automobilista di conoscere i problemi della propria vettura, di organizzarsi mentalmente ed economicamente per effettuarli e, cosa non da poco, permette all’officina di dormire sonni tranquilli. 
 
Troppe volte ancora oggi vedo offerte di manutenzione con scritto "tagliando" mentre si tratta in realtà solo di cambio olio e filtri; troppe volte per superficialità si rischiano tragedie che si potrebbero evitare con maggiore professionalità e serietà da parte di tutti gli attori coinvolti.

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