Opinioni | 02 Marzo 2015 | Autore: David Giardino

Scompaiono dalle autovetture i libretti di uso e manutenzione, perché?
Non esiste mai nulla che si possa riconoscere come il male assoluto: sono troppo bravi gli operatori del marketing nel nascondere, sotto un diluvio di dolci promesse, lo scopo reale che si cela dietro alla sostituzione o aggiunta di servizi gratuiti ai propri clienti, volti a orientare, catturare informazioni, condizionare le prossime scelte.
Lo si vede in modo evidente nella vita di tutti i giorni: per avere i dati personali dei consumatori,
per esempio, ogni supermercato ha attivato delle carte fedeltà, concorsi a premi e quant’altro
è immaginabile; nella navigazione online, con la richiesta di registrazione per continuare a navigare
o approfondire un argomento; nell’acquisto di una vettura, con la richiesta di iscrizione nel sito
del costruttore per conoscere promozioni e offerte dedicate.
La globalizzazione della informazione ha fatto crescere in maniera esponenziale la fame di dati
e di profili sempre più dettagliati.
La stessa scomparsa dei libretti di uso e manutenzione dai cruscotti di numerose autovetture costringe l’utente a navigare nei siti dei costruttori, a volte (ma sarà sempre più pressante) a registrarsi, per poter leggere o scaricare il PDF del manuale di uso e manutenzione o il libretto service della propria autovettura.
Costava troppo stamparlo, oppure sotto c’è una strategia ben definita?
La domanda è ovviamente retorica, ma questo è uno dei molteplici segnali cui prestare attenzione e che ci allarmano sulla sempre minore libertà dell’automobilista di staccare il cordone ombelicale della manutenzione e riparazione dalla rete ufficiale.
Il cerchio si chiude poi con la teleassistenza. Il colpo del “KO” dato dalla elettronica on-board poi è disarmante: è la macchina stessa che ti segnala ogni anomalia e la trasferisce, indipendentemente dalla tua volontà, al centro assistenza ufficiale. Saranno loro a chiamare e a indicare di rivolgersi nel più breve tempo presso un riparatore da loro scelto o a mandare il carro attrezzi per il rimorchio (“abbiamo
la sua posizione sul GPS della sua vettura”) se non si vuole mettere a rischio l’incolumità della famiglia
o la garanzia sul veicolo, che sia legale o estesa.
Gli argomenti mi paiono sufficientemente dissuasivi per porre resistenza, anche da parte di un affezionato automobilista fedele al suo riparatore di fiducia.
Non possiamo accettare che questo fenomeno passi sotto traccia, senza opporre una tenace resistenza, per ottenere che possa essere coinvolta anche la riparazione indipendente negli interventi in caso
di guasto o di assistenza in generale.
Invito gli operatori del settore a segnalare alla redazione di Notiziario Motoristico gli episodi che possano essere riconducibili a quanto descritto.

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