Opinioni | 31 Maggio 2011 | Autore: David Giardino

Quanto pelo ancora prima del vizio?

 

Già nel 2002 con la prima edizione del Regolamento Europeo in materia di liberalizzazione della mercato post vendita dell’auto, cioè quello della riparazione, lo avevamo denunciato; l’inchiesta sui libretti di circolazione delle autovetture che riportavano l’obbligatorietà della manutenzione presso la rete del costruttore, pena la decadenza della garanzia, evidenziava la distanza fra ciò che il legislatore europeo voleva e ciò che accadeva sul mercato. Quasi il 50% dei libretti infatti riportava l’obbligatorietà della manutenzione presso la rete autorizzata e l’utilizza esclusivo dei ricambi del costruttore.

Cosa è cambiato da allora a quasi un decennio dal Regolamento CE 1400/2002 di allora al 461/2010 di oggi? Teoricamente dovrebbe essere cambiato tutto, nei fatti quasi nulla o meglio, troppo poco. A febbraio di quest’anno Notiziario Motoristico ha pubblicato un’inchiesta fatta per scoprire cosa veniva detto agli automobilisti, quando per comprare un veicolo nuovo gli veniva proposto l’allungamento di garanzia.

Le estensioni di garanzia si sono concretizzate ma rispetto al passato, solo con proposte fatte a voce o nei migliori dei casi scritte a mano su dei foglietti. Non viene consegnato un contratto chiaro dove vengono descritti i servizi offerti, ma un dèpliant generico dove vengono evidenziate le prestazioni più evidenti, escludendo i particolari ovvi di dove deve essere fatta la manutenzione o sui ricambi che devono essere usati. I costi vengono inseriti nei finanziamenti spalmati in 40 cinquanta rate, “tanto le costa solo 10 euro in più, cosa vuole che siano; ma intanto sta tranquillo che la macchina è in garanzia per quattro o più anni”.

Insomma possiamo stare tranquilli per davvero se il periodico dedicato al mondo dei concessionari InterautoNews nel numero di marzo di quest’anno, si permette di intitolare un articolo così: “Garanzia e assistenza lunga per legare il cliente” e descrive il contenuto in questo modo”Questa ultima voce è l’ultima strada dei costruttori per dare ai Concessionari un sostegno imponendo agli automobilisti una sorta di fidelizzazione coatta. Dietro l’offerta, inclusa nel prezzo(…) si cela un meccanismo per cui il cliente che aderisce poi, per cinque anni in questione, andrà senz’altro nell’officina del concessionario.”
Ecco cosa è cambiato nei fatti negli ultimi 10 anni.; prima i costruttori potevano obbligare l’automobilista a fare manutenzione presso di loro, oggi lo fanno “coattamente” Un bel risultato davvero.

 

 

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