Approfondimenti | 04 Dicembre 2018 | Autore: Approfondimento tecnico a cura di Tekné consulting

Smart 451 mhd: problemi di avviamento

Se dopo un periodo di sosta prolungato la Smart non parte, le cause potrebbero essere diverse. Ecco quali controlli effettuare per risolvere il problema.

Il traffico cittadino è di sicuro un fattore che può risultare stressante nella quotidianità di molte persone, così da spingerne molte a cercare soluzioni che riducano il tempo passato a bordo dei propri veicoli. Oltre alle due ruote, c’è anche una vettura che ha fatto al caso di milioni di utenti della strada: la Smart.

Quella che esamineremo nel presente articolo è una Smart Fortwo II mhd (è la versione della carrozzeria 451), con motore da 1 litro distinto dal codice 132910 (3B21).
 

Se l’auto non parte…

L’auto in questione non andava più in moto dopo esser rimasta ferma in garage circa una ventina di giorni. In pratica, il motore girava per qualche secondo senza però riuscire ad avviarsi.
Collegando uno strumento di diagnosi per interrogare la centralina di gestione motore, è stato possibile rilevare i seguenti codici guasto:
‐ P0300: mancate accensioni multiple casuali
‐ P0302: mancate accensioni cilindro 2
‐ P0303: mancate accensioni cilindro 3
‐ P0336: sensore posizione albero motore – segnale errato

Mentre entrando nella centralina del motoalternatore, i codici guasto riscontrati sono i seguenti:
‐ 0A3B: modulo di controllo errore interno
‐ 0A0F: mancato avviamento motore.
 

Quali controlli da effettuare

Vista la tipologia di sintomi e i codici guasto riscontrati, per prima cosa ci si assicura che il problema non sia dovuto alla batteria, posizionandosi sui suoi poli per verificare l’abbassamento di tensione in fase di avviamento.
Misurando un picco minimo di 10,7 Volt e avendo appurato che la batteria fosse quindi in buono stato, si sposta l’attenzione sul sensore giri motore e il segnale che esso genera.
Prima di effettuare controlli elettrici sul sensore stesso, è opportuno verificare che in centralina arrivi un segnale corretto. In diagnosi EOBD, durante il tentato avviamento, il parametro risultava variare correttamente tra i 290 e i 310 giri/minuto. Questo ci porta ad escludere il sensore giri motore come causa della problematica.

A questo punto, si dovrebbe passare al controllo dei componenti coinvolti nell’alimentazione carburante e nell’accensione: pompa carburante, iniettori, bobine e candele.
Per verificare il buon funzionamento della pompa benzina, si va a leggere il parametro in tempo reale in centralina motore: il risultato che ci si attende è di 3,5 bar.
Il comando di apertura degli iniettori, invece, andrebbe controllato tramite un oscilloscopio, collegando la sonda al pin 1 del connettore (filo rosa nella figura 1).
La prova, qualora i componenti fossero correttamente funzionanti, dovrebbe fornire gli oscillogrammi indicati nelle figure 2 e 3, relativi rispettivamente al motore al minimo e in piena accelerazione da fermo.
Il controllo su bobine e candele può essere fatto, in maniera abbastanza affidabile, estraendo fisicamente la candela dal cilindro mantenendola collegata elettricamente e verificando la permanenza della scintilla per tutta la durata del tentato avviamento: anche questa prova, tuttavia, non ha evidenziato problemi di sorta.
 

La soluzione è nella rete CAN

Poiché i suddetti accertamenti non hanno evidenziato malfunzionamenti dei componenti citati, la causa del problema potrebbe risiedere nella rete CAN, ovvero la comunicazione tra le varie centraline della vettura (vedi figura 4).
A riprova dell’ipotesi fatta, in effetti in centralina SAM, l’equivalente del body computer per Fiat, era presente il codice errore:
U1113: segnale CAN morsetto 15
Il riferimento di “quadro acceso”, o +15, sulla vettura in esame viaggia proprio tramite linea CAN. L’errore risultava nella condizione di “memorizzato”, e molto probabilmente è stato causato dall’abbassamento della tensione batteria, a sua volta determinato dal lungo stand-by del veicolo.
Cancellando il codice guasto dalla centralina SAM, è stato possibile avviare il motore e il veicolo è tornato a funzionare in maniera corretta.
Attenzione però, perché dopo prolungati periodi di sosta non è da escludere l’eventualità che la vettura presenti ulteriori problemi, e ciò potrebbe dipendere dal fatto che il cambio robotizzato necessiti di una procedura di adattamento, da abbinare alla procedura di riconoscimento del punto di innesto frizione.

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