Articoli | 14 Novembre 2017 | Autore: Alessandro Margiacchi

Brain Bee con Mahle: quando gli opposti si attraggono

Sempre più il mondo del ricambio si avvicina a quello dell’attrezzatura? Carlo Rocchi, direttore generale di Brain Bee, ne è convinto e ci racconta cosa cambia adesso, dopo l’entrata di Mahle nel pacchetto azionario dell’azienda di Parma.
 

Già dall’ultimo Autopromotec si vociferava che Brain Bee potesse essere nel mirino di una nota azienda del settore.
L’ufficialità poi è arrivata a inizio settembre quando, in un comunicato stampa congiunto, Mahle annunciò di aver rilevato una quota del 20% di Brain Bee.
Ma cosa succede adesso? Quali i benefici dei clienti Brain Bee? Ne abbiamo parlato con Carlo Rocchi, il direttore generale.
 
Alla luce del comunicato stampa ufficiale dell’11 settembre 2017, ci può spiegare da cosa nasce l’incontro di due realtà così diverse tra loro e specializzate in settori ben distinti?  Come si concretizzerà questa partnership sul campo?
La collaborazione con Mahle è nata ben tre anni fa per lo sviluppo di una linea completa di stazioni A/C, inizialmente solo per il mercato del Nord America, ma successivamente anche per l’Europa. La scelta è ricaduta su Brain Bee perché individuata come il partner giusto per innovazione tecnologica, velocità, elasticità di approccio e per relazioni personali.
Come dice lei, è vero che i due settori sono ben distinti tra loro, ma in realtà molto meno di quanto possiamo pensare. Sempre di più il mondo del ricambio si avvicina a quello dell’equipment, se pensiamo alle acquisizioni che sono state fatte negli anni scorsi da parte di grossi gruppi come Hella che ha acquisito Gutmann e Bosch con SPX.
Perché? Per un motivo molto semplice: perché l’attrezzatura è sempre di più uno strumento per vendere il ricambio, vero business di questi gruppi. L’entrata in società di Mahle nasce semplicemente perché la dimensione del progetto è talmente grande che sentivamo entrambi l’esigenza di avere una cooperazione e garanzia più profonda, che andasse oltre il semplice rapporto di cliente/fornitore, magari governato da un contratto, ci voleva qualcosa di più forte. Abbiamo già in progetto lo sviluppo di una serie di altre apparecchiature. Insomma, la nostra esperienza tecnica sarà fondamentale, ma insieme alla forza commerciale di Mahle avremo senz’altro grandi soddisfazioni.
 
Si può parlare quindi di acquisizione?
No, noi non siamo stati acquisiti. Mahle ha il 20% del pacchetto azionario, proprio perché, vista la dimensione e la durata del progetto, l’esigenza era quella di definire un rapporto che non può essere inserito in un semplice contratto di collaborazione o di fornitura.
Inoltre, se guardiamo avanti e giriamo l’occhio anche su altri settori, ci accorgiamo che tutti i comparti si sono globalizzati e non c’è più spazio per le realtà medio-piccole, ma sono i colossi che primeggiano e noi abbiamo scelto questa strada per diventare dei colossi.
 
Quali sono secondo lei i vantaggi più importanti, a seguito di questa trattativa, per i vostri clienti?
Il vantaggio principale e immediato è quello che possiamo mettere in campo ancora più risorse di quanto non avessimo fatto finora.
Ci consentirà immediatamente di avere accesso a una serie di informazioni (database) che fino ad ora a noi mancavano, oltre a poter attingere a una maggiore forza di sviluppo. Non dimenticando che Mahle ha qualcosa come 150 ingegneri che sviluppano software in diverse parti del mondo, dagli Stati Uniti, alla Cina fino ad arrivare all’India, loro ultima apertura.
Quindi una parte di questa forza potrà essere subito messa in campo per incrementare lo sviluppo della nostra diagnosi. Abbiamo anche lanciato il progetto della nuova sede che dovrebbe essere completato entro il 2018. Anche questo ci consentirà di essere più efficienti e più attivi nei confronti dei clienti, dimostrando ancora una volta la volontà di crescita e di sviluppo della nostra azienda.
 
Quali sono le vostre aspettative nel medio lungo termine dopo l’entrata di Mahle nel vostro pacchetto azionario?
L’aspettativa principale è sicuramente la crescita. Avevamo già iniziato un piano industriale che ci avrebbe portato dai 23 milioni del 2015 ai 32 milioni nel 2020. Un incremento importante che speriamo ora di superare con questa nuova entrata, grazie anche al contributo che il nuovo socio potrà portare nell’ambito dell’OE, dove noi abbiamo sempre avuto difficoltà.
Uno dei principali motivi che ci ha portato ad accettare questa operazione è proprio la volontà di Mahle di investire e portare l’azienda sempre più in alto.
In un momento di migrazione all’estero delle aziende italiane, vogliamo essere in controtendenza. Da italiani ci rende molto orgogliosi, noi che abbiamo sempre fatto dell’essere italiani un fiore all’occhiello e del non cedere alle tentazioni di spostare all’estero le produzioni il nostro modello imprenditoriale.
Quindi vedo un futuro molto roseo e ricco di soddisfazioni per l’azienda, per le persone che ci lavorano e anche per il nostro territorio che, purtroppo, negli ultimi anni ha perso quella identità di “terra della diagnostica” che aveva sempre avuto.
Guardando indietro, come è giusto fare in questi casi, vedo tutto il percorso che abbiamo fatto in questi anni, da piccoli che eravamo, ma con grande entusiasmo, agli anni di crescita, ai momenti difficili, superati con grande coesione aziendale e grazie a un team unico, che si è sempre dimostrato il migliore che un imprenditore si possa aspettare. Ed è loro che devo ringraziare per tutti i nostri successi.
 

La divisione aftermarket di Mahle

Mahle Aftermarket, la divisione aziendale specializzata in parti di ricambio, sfrutta il know how della produzione di serie di componenti per il primo equipaggiamento per applicarlo all’aftermarket automobilistico e rifornisce i propri partner ricambisti, officine per la riparazione e centri di manutenzione del motore. Mahle Aftermarket è rappresentata in tutto il mondo in 24 sedi, e altri uffici di distribuzione, e conta su un totale di 1.555 dipendenti. Nel 2016 la divisione ha registrato un fatturato mondiale di 899 milioni di euro.
 

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Tags: Mahle diagnosi brain bee

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