Articoli | 17 Febbraio 2021 | Autore: David Giardino

Texa: l’assistenza automotive, un mondo destinato a cambiare

La mobilità è sempre stata un tema centrale della vita della umanità; una necessità che inserisce naturalmente tutti gli attori coinvolti in una evoluzione e un cambiamento continui. Ne parliamo con il presidente di Texa Bruno Vianello.

 

Se c’è una azienda  che da sempre è molto attenta alle nuove tecnologie che coinvolgono il mondo delle autovetture, questa è proprio Texa, che propone al mercato della assistenza e della riparazione prodotti innovativi e all’avanguardia, che ne hanno tracciato il successo nel tempo.

L’elettrificazione del parco circolante è sicuramente una sfida che preoccupa molti operatori del settore, legati alle tecnologie tradizionali, ma per Texa il cambiamento è fonte di ispirazione, una opportunità da cogliere assieme ai propri clienti.
Abbiamo incontrato Bruno Vianello, presidente di Texa, per conoscere direttamente dal fondatore dell’azienda la sua opinione sul futuro della assistenza automotive.

L’anno che si è concluso come è stato per Texa? Quali le prospettive per l’anno in corso?
Il 2020 non è andato male per il nostro settore, con minore disponibilità economica le persone hanno preferito riparare piuttosto che comprare un veicolo nuovo, e in tempi di pandemia il mezzo di trasporto individuale è sicuramente privilegiato rispetto a quelli collettivi. Posso dire che pur essendo iniziato da poco, anche il 2021 sembra continuare sullo stesso trend dell’anno precedente.


La crisi sanitaria ha rallentato un processo di trasformazione che sembrava inarrestabile. Qual è il suo giudizio sulla prospettiva dell’elettrificazione del circolante? 
La pandemia è capitata in un periodo di grande cambiamento, ci sono case automobilistiche che hanno investito moltissimo sul veicolo elettrico, prendo per esempio costruttori come Volkswagen, ma non solo loro ovviamente. 
Tutti questi investimenti fatti non sono fatti casualmente: il mondo dell’autotrasporto oggi è proiettato verso l’elettrificazione e tutto questo succederà o per scelta o per imposizione dei diversi governi.


Succederà anche se il bilancio di CO2 non sarà conveniente? Anche se ci si renderà conto che le tecnologie attuali sono più efficienti di quelle proposte?
Il cambiamento è una necessità economica; cambiare significa investimenti, nuove infrastrutture, nuovi posti di lavoro. Il mondo ha bisogno, per continuare a crescere, o di guerre o di catastrofi o di nuove tecnologie. È preferibile per ovvie ragioni che siano le tecnologie a dettare il cambiamento e non altro.

Il veicolo elettrico segnerà la fine dell’assistenza?
Al contrario: sarà una “manna” per chi avrà le competenze, le tecnologie e le attrezzature per l’assistenza. Forse la vendita o il noleggio dei veicoli di nuova generazione potrà essere fatta anche “online”, ma la necessità di assistenza e di riparazione dovrà necessariamente avere sul territorio degli addetti preparati e capillarmente diffusi.
Anche oggi, per esempio, chi si sottrae alla volontà di capire quanto sia necessario imparare a calibrare gli ADAS, non ha il giusto approccio per rimanere nel mercato anche domani. Posso dire ai riparatori di oggi di investire sulle nuove tecnologie, poiché solo chi sarà in grado di farlo potrà lavorare in un prossimo futuro.


E Texa ha sempre guardato in avanti...
L’ho già detto: il cambiamento è una grande opportunità per tutti coloro che vogliono cambiare. Non farlo non rallenta il cambiamento, ma semplicemente ti esclude dal mercato. In Texa investiamo sempre guardando al cambiamento, per questo abbiamo realizzato degli strumenti diagnostici all’avanguardia, sviluppato dei prodotti di Telemobility destinati ai veicoli che non ne sono dotati per permettere di collegare online anche questi. 
La Telemobility è una opportunità che hanno percepito soprattutto le case automobilistiche, poiché conoscono l’importanza di rimanere in contatto con i propri clienti, anticipare un guasto, proporre al momento opportuno un tagliando o un cambio freni. 
Il mercato indipendente si è mostrato meno sensibile alle opportunità offerte dalle nuove tecnologie, rischiando di perdere il contatto con i propri clienti. Sappiamo quanto sia strategico oggi conoscere sempre meglio le esigenze degli automobilisti e garantire il bisogno di mobilità.


Per Texa il cambiamento è una opportunità anche per diversificare...
Certamente. Pur rimanendo sempre nel nostro campo di pertinenza, abbiamo deciso di aprire una nuova business unit dedicata al Powertrain. Produrre un motore elettrico “Made in Texa” significa produrre anche l’inverter e la centralina di controllo.
Per noi è sicuramente una sfida nuova, con delle complessità importanti dovute ai protocolli di sicurezza da seguire, che immagino siano intuibili dati i voltaggi coinvolti, così come quelli in materia di Cyber Security. Questa nuova attività industriale ci farà guadagnare nuove competenze sinergiche con gli strumenti di diagnosi e di riparazione del nostro mercato principale. Il nostro propulsore ha una architettura assiale, molto innovativa, e ha suscitato grande interesse.

Nella foto di apertura: Bruno Vianello, presidente di Texa.

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Tags: diagnosi autodiagnosi texa

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