Articoli | 01 June 2021 | Autore: Sandro Giustina

Consorzio PDA: affrontare i cambiamenti con la forza del gruppo

Claudio Santin, direttore del Consorzio PDA, ci parla della sua visione del mercato attuale e i nuovi progetti.
 

Come aveva anticipato a inizio anno Claudio Santin, direttore del Consorzio PDA, il 2021 è un anno pieno di sfide e di importanti progetti perché dopo l’anno anomalo della pandemia tutti nel mercato vogliono ripartire e cogliere le opportunità finora lasciate un po’ da parte.

In questa intervista, il direttore del Consorzio fa una fotografia del momento attuale dell’evoluzione della distribuzione aftermarket, aiutandoci a capire meglio quali sono le motivazioni di tali trasformazioni e il ruolo giocato dai gruppi, ma anche da tutte le realtà distributive, piccole o grandi che siano.
In questo contesto si inserisce dunque il Consorzio PDA con i progetti e i programmi che lo guideranno in questa nuovo anno, che si preannuncia carico di sfide e opportunità.

L'aggregazione a gruppi di distribuzione da parte dei distributori nazionali non sembra aver perso il suo fascino; quali sono a suo parere le ragioni di una tale attrazione?
Si raccontano molte favole sull’aggregazione di gruppi. Tanti distributori scelgono di affiliarsi ad alcune compagini consortili sperando di ottenere condizioni migliori, ma la realtà è che non esiste una regola certa. Il frutto del risultato è dato dal risultato stesso.

Ritiene che l'attuale assetto organizzativo delle società di distribuzione locale sia sufficientemente competitivo per competere con aziende che appartengono a un contesto nazionale consolidato in un'unica proprietà?
Sicuramente un’azienda con un unico proprietario ha un potere e una velocità decisionale diversi rispetto a un gruppo che deve muovere un certo numero di soci.
Ritengo però che anche un gruppo che sappia individuare e sviluppare determinati progetti può raggiungere splendidi risultati, come in molti casi abbiamo già dimostrato.
La forza del nostro Consorzio è la capacità di scegliere su quali fornitori puntare. Con un processo di cambiamento probabilmente più lento ma costante e duraturo, con una progettualità tecnica maggiore.
A tutto questo si aggiunge lo scambio culturale regionale che ne deriva, accrescendo la cultura di tutti i componenti, che per PDA è fondamentale.
Per cultura personale, non abbiamo mai avuto la volontà di lasciare indietro i più deboli, al contrario: studiamo nuove soluzioni ai problemi.
Sta poi al mercato riconoscere chi da sempre li ha sostenuti e aiutati. Per dovere di cronaca, bisogna dire che non sempre viene ricordato.

Al Consorzio PDA manca una forte distribuzione nel Nord Italia; pensate di colmare questa lacuna oppure lo ritenete indifferente?
Al Consorzio PDA non mancano distributori al Nord, e in nessuna parte d’Italia per quanto concerne l’auto.
Siamo in grado di gestire le realtà del Nord - così come quelle in tutta l’Italia - come se fossero un’unica entità, quindi non abbiamo lacune. Inoltre, non pensiamo mai al singolo, ma alla forza del gruppo.
Siamo invece alla ricerca di un distributore per il settore truck in Sardegna.
È innegabile che nel Nord sia più difficile da lavorare, considerando i grossi competitor, ma questo non impedirà alle realtà del Consorzio di crescere e diventare dei player importanti nel nostro settore.
Una grossa spinta verso questi soci la produce il Consorzio; questo è uno dei compiti svolti dai gruppi: il supporto alle piccole realtà per diventare non grandi – il termine sarebbe errato – ma per diventare punti di riferimento nel settore.
Nessuno conquisterà il 100% del mercato, non i distributori e men che meno i fornitori.

La vostra partecipazione alla Holding costituita con Groupauto Italia, ha creato delle nuove opportunità per voi? Se sì quali? Se no quali occasioni vi aspettate possano sorgere?
Stiamo procedendo faticosamente verso ciò che ci siamo proposti di fare. Certo, ci sono stati alcuni ostacoli organizzativi che non hanno aiutato a velocizzare il percorso, cambiamenti inaspettati, ma i fondamentali sono molto buoni.
Posso quindi affermare che la nostra impressione sulla partecipazione alla Holding è favorevole e positiva. Del resto, nulla è semplice: l’importante per il Consorzio PDA è continuare a essere positivi come lo siamo stati fin dagli esordi; cosa che ha sempre portato soddisfazioni sia ai fornitori sai al gruppo.
Apporteremo delle migliorie in termini di accordo tra fornitori, per dimostrare ancora una volta che andiamo tutti nella stessa direzione. La capacità di cambiare è dentro il Consorzio, e ritengo che i cambiamenti siano sempre positivi, perché portano nuovi stimoli.

Quali sono i progetti che PDA affronterà nel prossimo futuro?
Sono talmente tanti i progetti, e le sfide soprattutto, che in primo luogo abbiamo intenzione di concentrarci nell’assestare la copertura nazionale.
Abbiamo poi in progetto l’inserimento graduale di nuove linee di prodotto presso i nostri soci, che ci porteranno a coprire totalmente l’intervento sui mezzi: dalla meccanica all’elettrico fino ad arrivare alla carrozzeria, sia per auto sia per veicoli commerciali, sia per il settore Truck.
Rimetteremo mano al programma officine e di partenariato con gruppi di ricambisti, e ho intenzione anche di creare un progetto ad hoc, il tutto rispettando e condividendo con la Holding e i soci.
Si sta procedendo alla scelta dei fornitori strategici, che è una diretta conseguenza di come operano gli stessi fornitori: scegliendo i loro presunti distributori strategici, fornendo a questi ultimi i mezzi per la crescita, concedendo condizioni e mezzi per raggiungere il traguardo.
Devo riuscire a trasmettere un concetto ai fornitori consortili - diciamo i “presunti leader” – e cioè che pensare che “nulla è per sempre” o che “tutto cambia perché nulla cambi” a volte può essere sbagliato.
Inoltre, vogliamo sviluppare un progetto che riduca il materiale obsoleto all’interno dei nostri magazzini.
Per me, la strategia è nel mio gruppo, tutto e tutti uniti, grandi e presunti. Chi pensa che i gruppi siano solo una fonte di raccolta di fee, sicuramente è a conoscenza del grande lavoro che svolge insieme al personale della propria azienda, ma è totalmente all’oscuro dell’impegno esercitato e delle attività che vengono realizzate dai responsabili di gruppi per sostenere in ogni modo i propri associati.
Poi, come in tutte le cose, vi sono dei distinguo; naturalmente parlo per me.

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Tags: distribuzione ricambi consorzio pda

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