
I nuovi controlli europei sulle emissioni stanno cambiando il ruolo dei sistemi di scarico nell’aftermarket indipendente. Durante un evento organizzato al 51° Stormo di Istrana, Walker ha collegato normativa, diagnosi ed efficienza rilanciando il marchio sul mercato italiano attraverso DRiV.
Ci sono ricambi che piano piano semplicemente diventano meno necessari. Magari un tempo ricoprivano un ruolo fondamentale nell’autoriparazione, poi, per vari motivi, diventano meno centrali, al punto da diventare marginali. È quello che è successo negli anni agli scarichi.
Le “marmitte” sono un ottimo esempio: sottoposte alle alte temperature dei gas di scarico ed esposte ad acqua ed agenti atmosferici, per anni sono state un ricambio fondamentale. Le marmitte si bucavano, andavano sostituite e, in qualunque autoricambi, solitamente una lunga fila di “tubi” era generalmente appoggiata a una parte in fondo al negozio.
Poi la qualità dei materiali, i trattamenti superficiali e in generale una tecnologia migliorata, hanno fatto sì che gli scarichi si rompessero meno, al punto che fino a qualche anno fa la loro vita utile era stimata oltre quella del veicolo.
Poi sono arrivati i catalizzatori, poco dopo i filtri antiparticolato e sempre meno si parla di un singolo scarico, ma di un complesso sistema di trattamento dei gas di scarico composto da sempre più componenti.
Lo scarico è rinato attraverso i sensori, le sonde Lambda, i sensori Nox, gli iniettori di urea eccetera. Come se non bastasse, anche la crescente attenzione all’ecologia ha giocato la sua parte.
Ecco allora che lo scarico è tornato al centro dell’autoriparazione e ovviamente le multinazionali non stanno a guardare: siamo, infatti, stati al 51° Stormo di Istrana, dove DRiV ha presentato il ritorno di Walker nella distribuzione aftermarket italiana.
Una scelta particolare, ma non casuale. Perché il filo conduttore della giornata non era semplicemente il rilancio commerciale di un marchio storico degli scarichi, ma il tema della manutenzione predittiva, della precisione tecnica e della conformità normativa.
Automotive e aviazione: la prevenzione è il fil rouge
Nel corso della visita alla base, il Colonnello Fabio De Luca - comandante del 51° Stormo - ha spiegato come la manutenzione di un velivolo da combattimento si basi sulla prevenzione sistematica di ogni possibile anomalia.Nel mondo aeronautico la manutenzione predittiva non è una funzione accessoria: è la base stessa dell’operatività.
Un concetto distante dall’automotive solo in apparenza, che tuttavia ha trovato un parallelo proprio con i sistemi di scarico.
Negli ultimi anni, infatti, lo scarico è stato percepito da parte della distribuzione aftermarket come una categoria sempre meno centrale. Le marmitte moderne si sostituiscono meno frequentemente, i volumi si sono ridotti e molti operatori hanno progressivamente abbandonato il comparto.
Nel frattempo però l’Europa ha iniziato a muoversi nella direzione opposta.
Diesel e particolato ultrafine
Il punto centrale riguarda la revisione periodica dei diesel e il controllo delle emissioni di particolato ultrafine.L’attuale test di opacità utilizzato in molti Paesi europei - Italia compresa - viene ormai considerato insufficiente per verificare il reale funzionamento dei filtri antiparticolato moderni.
Per questo negli ultimi anni diversi Paesi hanno introdotto o stanno introducendo il controllo del numero di particelle emesse allo scarico attraverso contaparticelle specifici. Belgio e Paesi Bassi hanno adottato questi controlli dal 2022, seguiti da Germania e Svizzera.
Il principio è semplice: non si misura più soltanto la fumosità dello scarico, ma il numero reale di particelle emesse dal veicolo, verificando quindi se il filtro antiparticolato diesel - il DPF, Diesel Particulate Filter - sia efficiente, danneggiato o addirittura sia stato rimosso.
Il tema nasce dal lavoro europeo sul cosiddetto PN test, cioè il controllo del “Particle Number”, sviluppato negli ultimi anni anche all’interno del gruppo tecnico N-PTI dedicato alla revisione periodica dei diesel.
In Italia il sistema non è ancora stato introdotto, ma il tema è ormai presente nel dibattito tecnico e normativo legato all’evoluzione delle revisioni ministeriali.
Secondo quanto emerso durante l’evento, l’orientamento europeo va chiaramente verso controlli emissivi molto più stringenti rispetto a quelli attuali.
Omologazione e diagnosi degli scarichi
È in questo contesto che si inserisce la relazione tecnica di Oscar Oscarson, technical trainer di Garage Gurus e DRiV EMEA.Il cuore dell’intervento non era tanto il prodotto, quanto il concetto di back pressure, la contropressione allo scarico.
Secondo Walker, una contropressione non corretta - sia troppo alta sia troppo bassa - altera l’efficienza del motore, aumenta i consumi e compromette il corretto funzionamento del sistema di post-trattamento dei gas.
Il tema diventa ancora più rilevante nel momento in cui i controlli europei iniziano a verificare realmente il comportamento emissivo del veicolo.
Walker ha insistito molto sul fatto che modifiche apparentemente semplici, saldature non corrette o componenti non conformi possono alterare il comportamento fluidodinamico dell’intero sistema di scarico. Per questo l’omologazione assume un ruolo centrale.
A differenza di altri componenti aftermarket regolati dalla normativa ECE R90, gli scarichi devono essere omologati sul singolo codice prodotto. L’omologazione serve a verificare equivalenza rispetto all’OE non soltanto in termini acustici, ma anche di contropressione e comportamento emissivo.
Secondo Walker, una parte importante dei problemi legati ai sistemi di scarico nasce inoltre da diagnosi incomplete. Durante l’evento è stato spiegato come molti filtri antiparticolato diesel vengano sostituiti quando il problema reale deriva invece da malfunzionamenti a monte, errori di combustione o manutenzioni errate.
Anche il tema degli additivi FBC - i fluidi utilizzati da alcuni sistemi diesel per facilitare la rigenerazione del DPF abbassando la temperatura necessaria alla combustione delle particelle - è stato affrontato in questa chiave tecnica e diagnostica.
Il ritorno di Walker in Italia
Il ritorno di Walker in Italia è stato presentato anche dal punto di vista distributivo.Giuseppe Piccica ha spiegato come il rilancio del marchio sia stato pensato per essere efficace anche per i ricambisti, con un packaging dedicato e una struttura di gamma progettata per ottimizzare gestione e stock all’interno dei magazzini aftermarket.
Fabio Girardi ha invece ricordato come in passato gli scarichi rappresentassero una categoria centrale per l’autoriparatore e come, secondo la visione dell’azienda, siano destinati a tornare strategici proprio alla luce dell’evoluzione normativa ed emissiva.
In questo scenario Walker punta a valorizzare il proprio posizionamento come uno dei marchi storicamente più riconosciuti del settore.
Più che il semplice ritorno di una linea prodotto, quello visto a Istrana sembra quindi il tentativo di riportare il sistema di scarico dentro un contesto di efficienza, diagnosi e conformità normativa che l’evoluzione europea sta rendendo sempre più centrale.







