News | 05 Giugno 2020 | Autore: Tommaso Caravani

​La rottamazione non è la risposta

L’Indipendent Automotive Aftermarket Federation (IAAF) inglese attacca l’ipotesi di nuovi incentivi alla rottamazione, spiegando perché sarebbero un danno per tutto il settore.


 

L’associazione dell’aftermarket indipendente britannica è sul piede di guerra: nel mirino l’ipotesi di nuovi incentivi alla rottamazione in discussione in questo periodo in UK, ma anche nel resto d’Europa.

Secondo Wendy Williamson, direttore generale dell’IAAF, “i meccanici sono attualmente sotto una forte pressione e non dovrebbero essere penalizzati da una rottamazione di veicoli ancora in buone condizioni, che potrebbero continuare a circolare, essere riparati e manutenuti a lungo in futuro. 
Una soluzione del genere non sarebbe scorretta solo per i consumatori, ma metterebbe tutto l’aftermarket a rischio, perché come conseguenza ci sarebbe un importante decremento dei passaggi di veicoli nelle officine indipendenti”.

Ma Williamson ci tiene anche ad allargare il perimetro dei ragionamenti: “Cambiare le abitudini dei consumatori è difficile, e se verrà lanciata una nuova campagna di rottamazione, non esiste alcuna garanzia che gli automobilisti non optino per un’auto elettrica rispetto a una benzina o Diesel”. Senza contare poi che un parco veicoli rinnovato potrebbe, secondo l’IAAF, portare rapidamente a un monopolio da parte dei produttori di veicoli nell’accesso sulle informazioni tecniche, riportando in auge un problema condiviso da tutte le associazioni dell’aftermarket europee: l’acceso ai dati. 

Con la Block Exemption che scadrà nel 2023, l’IAAF, infatti, continua a chiedere a gran voce che l’aftermaket abbia gli stessi diritti di accedere ai dati delle auto come i concessionari, permettendo quindi ai riparatori di indipendenti di avere strumenti adeguati così da poter competere con le reti ufficiali in maniera corretta.

L’IAAF conclude il suo affondo facendo notare come in Gran Bretagna il numero di lavoratori impiegati nella produzione di veicoli è circa 186.000 unità, contro le 347.000 impegnate in nell’aftermarket, sottolineando, quindi, come una rottamazione non avrebbe senso neanche da un punto di vista sociale. 

Photogallery

Tags: rottamazioni aftermarket iaaf

Leggi anche

NEWS | 16/03/2020L’aftermarket reagisce