
Formazione, innovazione e spirito di comunità: la 14esima Festa Dear al Campus Aruba di Ponte San Pietro (BG) conferma che il futuro dell'autoriparazione indipendente si costruisce insieme.
Quattorici edizioni, la stessa energia di sempre. La Festa Dear si è confermata anche quest'anno uno degli appuntamenti più attesi del panorama automotive lombardo, capace di riunire autoriparatori, fornitori e professionisti del settore in una serata che sa mescolare contenuti concreti, spirito di comunità e il piacere genuino di stare insieme.
L'edizione 2026, che si è svolta ieri 18 maggio, ha scelto una location nuova e significativa: il Campus Aruba di Ponte San Pietro (BG), uno spazio moderno e tecnologico che racconta già da sé, ancora prima che si apra il microfono, la direzione verso cui guarda Dear, ricambista socio di Groupauto Italia, che da oltre 40 anni è un punto di riferimento per le officine del territorio bergamasco e non solo.
Il benvenuto di Mario Picco
Ad aprire la serata è stato Mario Picco, titolare di Dear, che ha dato il benvenuto a clienti, fornitori e allo staff con le parole di chi sa che dietro un evento come questo ci sono relazioni costruite nel tempo, fiducia reciproca e tanto lavoro condiviso. I ringraziamenti non erano una formalità, ma il riconoscimento autentico di una rete umana e professionale che ogni anno si ritrova più solida.Prima di entrare nel vivo dei contenuti, la serata ha riservato uno dei suoi momenti più attesi e più amati: l'asta del salame da due metri. Una tradizione che unisce ironia, calore e generosità, e che anche quest'anno ha dimostrato quanto spirito di comunità ci sia in questa platea.
Il salame, infatti, è stato aggiudicato per 400 euro, interamente devoluti alla Croce Bianca Città di Bergamo. Un gesto piccolo nella forma, grande nella sostanza.
SERMI e il gateway: la voce di ADIRA
Andrea Boni ha portato sul palco la voce di ADIRA - Associazione degli Operatori Indipendenti della Rete Aftermarket, realtà costituita nel 2004 su iniziativa di un gruppo di operatori del settore, indipendente e senza fini di lucro, il cui ruolo è rappresentare e difendere gli interessi dei Distributori Indipendenti presso le istituzioni italiane ed europee.Da realtà principalmente focalizzata sulla distribuzione, ADIRA è progressivamente diventata un punto di riferimento per l'intera filiera: non solo distributori, ma anche produttori, editori di dati tecnici, enti formativi e fornitori di servizi. Un interlocutore sempre più autorevole, dunque, per chi opera fuori dai circuiti delle case costruttrici e ha bisogno di una voce forte nelle sedi che contano.
Al centro dell'intervento di Boni, il tema dello sblocco del gateway e della certificazione SERMI: un passaggio sempre più necessario per le officine indipendenti che vogliono operare in piena regola e competitività nell'accesso ai dati tecnici dei veicoli.
Voci dal campo: quando l'indipendente sceglie di fare rete
Tra i momenti più coinvolgenti della serata c'è stato lo spazio dato direttamente alle officine. Luca Castronuovo, network e project manager di Groupauto Italia, e Thomas Pastore, fidelity manager di Groupauto Italia, e il titolare dell'Officina Giovanni Minetti di Seriate (prima officina PuntoPRO Premium in assoluto) hanno raccontato in prima persona la propria scelta: lasciare il circuito delle officine autorizzate per abbracciare l'indipendenza, senza però rinunciare al supporto di un network strutturato come PuntoPRO.Perché questa scelta? Le risposte, diverse nei dettagli ma convergenti nel messaggio, hanno dipinto un quadro chiaro: PuntoPRO è il network che permette alle officine di restare competitive e all'avanguardia, offrendo formazione, strumenti digitali e la forza di un sistema condiviso.
Le sfide del futuro però non mancano: auto elettriche, complessità tecnologica crescente, clienti sempre più informati e sempre meno disposti ad aspettare. Su quest'ultimo punto è emerso con chiarezza il valore di inofficina.it, lo strumento digitale del network che risponde direttamente alla domanda che i clienti pongono ogni giorno: rapidità e trasparenza.
Non è mancato il tema del ricambio generazionale, sempre più urgente in un settore che fatica ad attrarre i giovani. La risposta emersa dalla discussione è tanto semplice quanto concreta: farli sentire parte del team, valorizzare gli scambi tra colleghi, costruire un ambiente in cui chi entra abbia voglia di restare e crescere.
L'Academy Tredlab: quando la formazione fa la differenza
A chiudere la parte più istituzionale della serata è stato Riccardo Pisapia di Tredlab, che ha presentato i risultati dell'Academy Tredlab, il percorso formativo pensato per accompagnare le officine verso un salto di qualità concreto e misurabile.Il programma ha toccato temi tecnici di alto livello: dall'uso del multimetro e degli schemi elettrici all'oscilloscopio, dai sistemi di aspirazione e sovralimentazione ai sistemi gas di scarico e carburante, fino ai sistemi ibridi e alla compilazione dei libretti elettronici. Un percorso completo, che fotografa bene la complessità crescente del lavoro in officina oggi.
Tanto apprezzato, tra l'altro, che le officine stesse hanno chiesto di aggiungere una giornata: le 8 previste sono diventate 9, e difficilmente si potrebbe trovare endorsement più sincero di questo.
Sul palco sono salite tutte le officine partecipanti: Horizon Garage, DGM Motori, Autofficina Vierre, Autofficina MG, New Garage, Brizzolari Greentech, Autofficina Fioretti, Claudio Autoriparazioni, Ci.Zeta, Passione Motori, Autofficina Beretti Marco e Autofficina Previtali A. Un momento di riconoscimento collettivo, prima che la serata si stringesse attorno ai due nomi che si sono distinti tra tutti.
La premiazione finale, infatti, ha riconosciuto le migliori performance del percorso:
Primo classificato: Claudio Autoriparazioni, con il premio ritirato da Popolizio Giacomo;
Secondo classificato: Autofficina Fioretti di Fioretti Andrea.
Non poteva mancare, a chiudere la serata, uno dei momenti più attesi: l'estrazione dei premi, resa possibile grazie al generoso supporto dei fornitori partner. Grande entusiasmo in sala, con il pubblico che ha risposto con la stessa energia e il calore di sempre.
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