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Iniziare a lavorare in un negozio di ricambi a 15 anni e ritrovarsi a parlare di intelligenza artificiale e auto connesse: questa è la storia che ci racconta Angelo Mario Molinari, amministratore di C.D.R. Auto S.r.l.; una storia dove la passione è da sempre il filo conduttore che accompagna l’evoluzione del mestiere di ricambista.
Attraverso le sue parole e la sua passione vediamo come si è trasformato il lavoro del ricambista e quali opportunità offre anche per il futuro.
Ci racconta brevemente la storia della vostra azienda e come siete organizzati attualmente?
Raccontare la C.D.R. Auto S.r.l. significa ripercorrere un viaggio iniziato nel 1970, quando a soli 15 anni sono entrato in questa storica realtà bresciana come dipendente.Quella che era nata come un'esperienza professionale è diventata presto una missione di vita: nel 1984 la passione mi ha spinto a investire nell'azienda, fino a diventarne, nel 1994, il titolare insieme a un team di stretti collaboratori.
È in quell'anno che nasce ufficialmente C.D.R. Auto S.r.l., con il trasferimento in una sede moderna e strategica per le nuove sfide del mercato.
Non ci siamo mai fermati all'autoriparazione tradizionale. Negli anni abbiamo costantemente rinnovato la nostra offerta, diventando un punto di riferimento per l’autoriparazione bresciana, spaziando dall’elettronica alla meccanica, dalla carrozzeria ai lubrificanti, fino alla climatizzazione e ai sistemi di sicurezza automotive.
La nostra filosofia è semplice: ascoltare l’esigenza dell’autoriparatore, distribuire solo ricambi d’eccellenza, collaborando esclusivamente con marchi di qualità.
Il 2011 ha segnato un nuovo capitolo strategico con l'ingresso nel Consorzio Assoricambi. Questa partnership ci ha permesso di creare sinergie di valore, condividendo competenze e modelli di business con le migliori realtà del settore.
Contemporaneamente, abbiamo lanciato il progetto Asso Service, sviluppando una rete di officine d'eccellenza.
Il nostro obiettivo oggi è chiaro: potenziare la professionalità dei nostri partner attraverso una formazione tecnica e manageriale continua, offrendo un supporto concreto nei complessi processi della riparazione moderna.
In base alla sua esperienza, come è cambiato il lavoro del ricambista in questi anni e quali sono i valori e le caratteristiche che sono rimasti invariati nel tempo?
Il lavoro è cambiato in modo quasi irriconoscibile: siamo passati dalla vendita oserei dire “romantica” al banco a una logistica frenetica, con 4-5 consegne al giorno; da ricambisti che conoscevano a memoria codici e specifiche di ogni ricambio alla digitalizzazione estrema, da semplice venditore a consulente; da “bottegaio” a “imprenditore”.Un approccio al lavoro decisamente molto diverso da quando ho iniziato.
La digitalizzazione è diventata centrale: oggi si usano banche dati, cataloghi elettronici, software avanzati e e-commerce.
Eppure, nonostante tutta questa tecnologia, ci sono dei valori che il tempo non ha scalfito, come la passione che ci spinge a non mollare mai, a continuare ad acquisire competenza, un valore che insieme alla fiducia, alla collaborazione e alla qualità del prodotto sono le nostre bussole in un mercato che cambia continuamente.
Quali competenze oggi sono indispensabili per un ricambista moderno e quali ritiene siano le caratteristiche più apprezzate dal cliente e che “fanno la differenza” per svolgere questo mestiere al meglio?
Le competenze moderne devono essere multidisciplinari: tecniche (conoscenza del prodotto), logistiche (gestione approvvigionamenti e consegne), digitali (uso di motori di ricerca specializzati), manageriali e analitiche.Le caratteristiche più apprezzate dal cliente sono l'affidabilità, la rapidità nella consegna e la capacità di problem solving, che trasforma il ricambista in un partner capace di supportare l'officina a 360 gradi.
Il cliente, infatti, non cerca solo un pezzo di ricambio, non cerca solo il miglior prezzo, cerca anche e forse soprattutto un partner che risolva i suoi problemi, una voce amica che offra consulenza e che sappia ascoltare.
La vera differenza è nella capacità di essere un punto di riferimento tecnico e non solo.
Il rapporto con le officine è fondamentale per il successo dell’attività: quali sono le cose su cui puntate per la fidelizzazione dei clienti?
Per noi l'officina non è un cliente, è un compagno di viaggio. La fidelizzazione nasce da un lavoro condiviso: dobbiamo creare un sistema virtuoso tra ricambista e officina dove collaborare, condividere e creare sono le basi per il futuro delle nostre attività.Offriamo alle nostre officine percorsi formativi tecnici e gestionali attraverso le nostre Academy, un’assistenza tecnica costante, strumenti digitali, attrezzatura, programmi avanzati per la ricerca e la soluzione dei guasti, azioni di marketing.
Abbiamo sviluppato sul territorio reti di officine come Asso Service e Checkstar, dove l’automobilista ha la certezza di trovare professionisti preparati, qualificati e competitivi. Questo significa lavorare insieme, dove il successo dell'uno è la gioia dell'altro.
Quali sono oggi le principali criticità e opportunità del mercato aftermarket in Italia e come immagina il ricambista del futuro?
Le sfide sono importanti: la pressione sui prezzi, l’ingresso di nuovi attori (piattaforme, flotte, assicurazioni, distributori) che cercano nuovi spazi di business, l’evoluzione tecnologica dei veicoli e la difficoltà di accedere ai dati tecnici dei nuovi veicoli ci mettono alla prova ogni giorno.Ma nonostante tutto ci sono ancora opportunità nel fornire servizi a un parco auto che invecchia e ha bisogno di cure e il nuovo ancora in buona parte da scoprire.
Immagino il ricambista del futuro non come un semplice venditore, ma come un consulente specializzato, capace di integrare intelligenza artificiale e piattaforme digitali per gestire richieste, disponibilità e ordini in tempo reale.
Il ricambista del futuro dovrà sapersi adattare ai cambiamenti, interagire, collaborare con i vari attori. Nessuno di noi può dire dove evolverà questo mercato, ma insieme possiamo creare sinergie per essere più pronti, veloci e con visioni molto più ampie.
Nel vostro caso specifico quale tipo di progetti e strategie avete per il prossimo futuro?
Il nostro futuro parla di informatizzazione, di intelligenza artificiale, di logistica per essere ancora più rapidi e precisi. Nello stesso tempo amplieremo l’offerta verso l’attrezzatura professionale con affiancamento di personale tecnico.Vogliamo investire nelle persone, con corsi di formazione per avvicinare i giovani a questo mondo e prepararli alle sfide delle auto elettriche e connesse. Preoccuparsi del cambio generazionale in tutto il settore crediamo sia cosa saggia per avere continuità nel nostro lavoro.
Ma soprattutto vogliamo crescere in qualità, portando l’eccellenza in ogni singolo processo, che sia ricerca, formazione, consulenza o consegna.
In qualità di socio del Consorzio Assoricambi, quali ritiene siano i vantaggi maggiori nel far parte di un gruppo e quanto ritiene sia strategico per la vostra realtà?
Aderire ad Asso Ricambi è stata la scelta che ha cambiato la nostra visione: significa non essere più soli in un mercato globale.Il Consorzio ci garantisce la forza d'acquisto dei grandi, ma soprattutto il confronto con i colleghi. È la bellezza di condividere progetti, visioni e anche paure, sapendo di avere alle spalle una struttura solida e trasparente che ci accompagna costantemente.
Se dovesse indicare una parola chiave che rappresenti il futuro del Consorzio e dei ricambisti indipendenti, quale sarebbe e perché?
Se dovessi scegliere una parola, sarebbe "Communitas" oppure “Sinergia” oppure “Sistema”.È molto più di una collaborazione commerciale; è un sistema di valori, di reciprocità e di scambio autentico. È l’adesione profonda a un ideale comune, dove la forza dei singoli alimenta il gruppo e la forza del gruppo protegge ognuno di noi.
In sintesi rappresenta il concetto che “l’unione fa la forza” (1+1= 3). È questo spirito di appartenenza che ci permetterà di navigare nei prossimi anni con la stessa passione con cui abbiamo iniziato.

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