
La Commissione UE valuta gli effetti della MVBER (Motor Vehicle Block Exemption Regulation) nell’ottica del suo eventuale rinnovo. Lo studio ha confermato la necessità di mantenere un quadro di riferimento normativo per il tutelare la libera concorrenza, ma anche la necessità di aggiornare il regolamento tenendo conto dell’evoluzione tecnologica e digitale del settore.
Ricordiamo che l'MVBER è l'ultimo regolamento di esenzione settoriale ancora in vigore sotto l'art. 101 TFUE e disciplina gli accordi verticali nell'aftermarket (ricambi, riparazione e manutenzione) tra costruttori e riparatori autorizzati e si affianca al regime generale (VBER e Vertical Guidelines).
In sintesi la Commissione ritiene ancora necessario avere un quadro normativo di riferimento per il settore che possa garantire una reale libera concorrenza nei settori della riparazione e manutenzione dei veicoli, così come della vendita dei ricambi e dei servizi digitali.
Altrettanto necessario è però è un aggiornamento che tenga conto dell’evoluzione digitale del veicolo, affinché digitalizzazione ed elettrificazione non vengano usate per escludere il canale indipendente.
Il parere di ADIRA
ADIRA accoglie con favore le conclusioni della valutazione pubblicata dalla Commissione europea e condivide l'analisi espressa da FIGIEFA circa la perdurante necessità di mantenere una disciplina settoriale della concorrenza per il mercato post-vendita automobilistico.Secondo ADIRA, infatti, sono proprio le trasformazioni che sta affrontando il settore a rafforzare il ruolo che la disciplina della concorrenza è chiamata a svolgere nell'aftermarket europeo.
I criteri della valutazione e il contesto
Nel documento di sintesi pubblicato lo scorso 25 giugno, la Commissione Europea analizza il periodo 2021-2025 secondo i cinque criteri della better regulation — efficacia, efficienza, coerenza, pertinenza e valore aggiunto UE — combinando consultazione pubblica (74 contributi), due consultazioni delle autorità nazionali (NCA), lo studio del JRC, i dati dei fornitori ICDP e Wolk & Nikolic e l'esperienza di enforcement della Commissione.L’analisi del settore ha evidenziato che due trasformazioni strutturali dominano il periodo: elettrificazione e digitalizzazione/connettività, entrambe centrali per l'accesso ai dati generati dal veicolo.
A fronte di questo contesto, la valutazione conferma che l'MVBER e le Linee guida supplementari continuano a rappresentare strumenti essenziali per garantire condizioni di concorrenza effettiva nei mercati della riparazione, della manutenzione e della distribuzione dei ricambi.
Al tempo stesso, la Commissione evidenzia come la profonda trasformazione tecnologica del settore — veicoli connessi, dati generati dal veicolo, software e nuove funzionalità digitali — renda necessario un aggiornamento del quadro regolatorio.
ADIRA: è necessario un quadro di riferimento per coordinare le diverse discipline
Negli ultimi anni il legislatore dell'Unione ha introdotto numerosi strumenti destinati a disciplinare aspetti specifici del settore automotive: il Regolamento (UE) 2018/858 sull'omologazione dei veicoli e sull'accesso alle informazioni di riparazione e manutenzione — oggi modificato dal Regolamento (UE) 2026/699 —, il Data Act, la normativa europea sulla cybersicurezza e le future discipline riguardanti il veicolo connesso.Ciascuno di questi strumenti persegue finalità proprie — sicurezza, accesso ai dati, interoperabilità, protezione informatica, sviluppo del mercato digitale —, ma nessuno di essi è destinato a disciplinare, nel suo complesso, il corretto funzionamento concorrenziale del mercato post-vendita.
Per questo ADIRA ritiene che la futura MVBER debba consolidare il proprio ruolo quale quadro di riferimento della disciplina concorrenziale dell'aftermarket europeo, assicurando un coordinamento coerente con la legislazione orizzontale e settoriale.
La stessa valutazione della Commissione sottolinea come tali strumenti siano complementari.
ADIRA ritiene che questa impostazione sia essenziale anche per le future scelte legislative: i diritti riconosciuti dal Data Act, dalla normativa sull'omologazione e dalle altre discipline di settore dovrebbero essere interpretati e applicati in modo coerente con l'obiettivo comune di preservare una concorrenza effettiva nei mercati della riparazione, della manutenzione, dei ricambi e dei servizi digitali.
Dal ricambio fisico al controllo del software e dei dati
La digitalizzazione del veicolo rende questa esigenza ancora più evidente. Oggi il vantaggio competitivo non deriva più esclusivamente dal controllo del ricambio fisico, ma sempre più dal controllo del software, delle funzionalità remote, degli aggiornamenti over-the-air, delle interfacce digitali e dei dati generati dal veicolo.Di conseguenza, il rischio di esclusione degli operatori indipendenti non riguarda più soltanto l'accesso alle informazioni tecniche tradizionali, ma anche la possibilità di operare efficacemente nell'ecosistema digitale del veicolo.
I dati richiamati dalla stessa Commissione confermano che tali criticità sono già oggi concrete. Gli operatori indipendenti continuano a incontrare limitazioni significative nell'accesso ai dati del veicolo, alle funzionalità di lettura e scrittura, agli aggiornamenti software, agli strumenti diagnostici avanzati e ad altre risorse indispensabili per competere in condizioni equivalenti rispetto alle reti autorizzate.
Questa asimmetria rappresenta una delle principali sfide concorrenziali dell'attuale ecosistema aftermarket.
Un'occasione per allineare regole ed evoluzione tecnologica
Per ADIRA, la futura revisione della MVBER rappresenta un'importante occasione per adeguare il quadro concorrenziale alle profonde trasformazioni tecnologiche del settore.L'obiettivo dovrebbe essere garantire che l'evoluzione normativa accompagni efficacemente l'evoluzione tecnologica, evitando che nuovi strumenti digitali possano determinare forme di esclusione del mercato incompatibili con i principi della concorrenza e con la libertà di scelta dei consumatori.
In questa prospettiva, la MVBER dovrebbe continuare a costituire il principale riferimento per valutare se l'insieme delle discipline europee applicabili al settore automotive sia effettivamente idoneo a garantire un aftermarket aperto, competitivo e innovativo, capace di assicurare pari opportunità agli operatori indipendenti e di favorire l'innovazione nell'interesse dell'intero mercato europeo.
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