News | 13 July 2026 | Autore: redazione

Sei soci contro GAUIb per il caso AAG

Sei soci di peso di GAUIb, tra cui Recambios Nafer, Mafecar e Voltamper, rompono il silenzio e accusano la centrale spagnola di opacità gestionale e conflitto d'interessi legato ad AAG. Dopo l'assemblea del 22 giugno, annunciano azioni legali per ripristinare trasparenza e parità tra i soci.


La crisi interna a GAUIb, la centrale d'acquisto spagnola su cui avevamo già riferito lo scorso febbraio, non accenna a placarsi. Dopo mesi di tensioni, la situazione si è aggravata nelle ultime settimane, come riporta in esclusiva la rivista spagnola AUTOPOS, che ha pubblicato il testo integrale di un comunicato firmato da sei soci ormai apertamente in rotta con la governance del gruppo. È la prima volta in cui questi soci scelgono di esporsi pubblicamente sulla vicenda.

A sottoscrivere il documento sono Recambios Nafer, Recambios Valladares, Repuestos Ramiro, Mafecar, Suvima e Voltamper: realtà che, secondo quanto riferito da AUTOPOS, rappresentano complessivamente oltre il 15% delle azioni di GAUIb e il 21% della rete Eurotaller.
 
Il comunicato arriva all'indomani delle assemblee generali di GAUIb ed Eurotaller, tenutesi lo scorso 22 giugno, che secondo i firmatari avrebbero segnato un ulteriore, deciso peggioramento del clima interno. Il documento, spiegano gli stessi firmatari, nasce dalla volontà di trasmettere all'intero settore la loro "energica protesta e profonda delusione" per quanto accaduto.

Un'accusa di opacità e conflitto d'interessi

Nel testo diffuso da AUTOPOS, i sei soci denunciano da tempo una gestione poco trasparente da parte degli organi amministrativi di GAUIb, con un trattamento di favore riservato al socio di maggioranza relativa, AAG, che detiene una partecipazione del 20%. Tra i punti sollevati figurano le pressioni esercitate su fornitori e produttori affinché non rendessero pubbliche le condizioni commerciali concordate con GAUIb, il riserbo assoluto sui contributi versati da AAG alla centrale, e la possibilità per AAG di trattare direttamente con i fornitori al di fuori del perimetro del gruppo.
 
I firmatari parlano esplicitamente di una "confusione di ruoli" di AAG, che risulterebbe contemporaneamente socio, amministratore e fornitore all'interno della stessa struttura.
Nel comunicato i soci richiamano direttamente la natura originaria della cooperativa, nata, scrivono, per sfruttare la forza d'acquisto dei partecipanti "a favore di tutti e ciascuno di essi, senza eccezione": uno scopo che, a loro giudizio, la gestione attuale avrebbe ormai tradito.

Secondo quanto riportano ad AUTOPOS, l'obiettivo di questa impostazione sarebbe stato impedire ai soci critici di comprendere realmente come vengono generate e gestite le risorse della centrale, e se il consiglio di amministrazione agisca in autonomia o segua le indicazioni di AAG, anche per il tramite della direttrice generale Nines García de la Fuente. Nel documento, i sei soci parlano apertamente di GAUIb come di una struttura che starebbe assumendo tratti sempre più gerarchici e verticalizzati, allontanandosi dallo spirito cooperativo che ne aveva ispirato la fondazione.

La richiesta di assemblea straordinaria e il rifiuto

Come ricostruito da AUTOPOS, già ai primi di marzo i sei soci avevano chiesto la convocazione di un'assemblea generale straordinaria per discutere di alcuni temi ritenuti prioritari: il possibile conflitto d'interessi legato alla posizione di AAG, le retribuzioni assegnate a consiglieri e dirigenti (compresa la stessa García de la Fuente), i rapporti contrattuali in essere con i fornitori, la gestione di contributi commerciali, rappel e bonus riconosciuti dai produttori, e l'eventuale avvio di azioni legali.

Di fronte al diniego della richiesta e all'annuncio, da parte dei soci critici, di un possibile ricorso al Registro delle Imprese o alla giustizia ordinaria per imporre la convocazione, gli amministratori avrebbero infine deciso di inserire i punti proposti nell'ordine del giorno dell'assemblea ordinaria del 22 giugno.

Le assemblee: "Diritto d'informazione cancellato"

Il momento di massima tensione, secondo quanto riferito da AUTOPOS, si è consumato proprio durante le due assemblee, quella di GAUIb e quella della rete Eurotaller. I sei soci sostengono che il proprio diritto d'informazione, esercitato regolarmente, sia stato di fatto azzerato: amministratori (tra cui lo stesso AAG) e presidenza avrebbero limitato il dibattito alla sola questione se fornire o meno le informazioni richieste, senza mai arrivare a discuterle nel merito. Il risultato, secondo i firmatari, è stato che nessuna delle richieste è stata soddisfatta né alcun punto è stato realmente dibattuto.

Nel comunicato ripreso da AUTOPOS si aggiunge che sarebbero state negate informazioni essenziali per un voto consapevole: i rapporti con parti correlate, i bonifici bancari a dirigenti e consiglieri, le condizioni di acquisto con i fornitori, l'organico attuale e le relative funzioni, oltre alle copie dei verbali di assemblea e consiglio, richieste ritenute riservate o potenzialmente utilizzabili contro il gruppo stesso. A questo proposito, i firmatari commentano con una frase pungente: "ognuno giudica gli altri secondo la propria natura".

I sei soci sottolineano inoltre alcune scelte organizzative giudicate anomale: l'orario insolito fissato per l'assemblea di GAUIb, alle 16:00, seguita a sole due ore di distanza da quella di Eurotaller, alle 18:00, con l'evidente effetto di comprimere i tempi di discussione degli undici punti all'ordine del giorno (sette dei quali richiesti proprio dai soci critici) e l'introduzione, per la prima volta nella storia del gruppo, di un turno di parola unico.

La strategia di delega dei voti

Secondo quanto denunciato nel documento e ripreso da AUTOPOS, la governance di GAUIb avrebbe inoltre messo in atto una strategia mirata a scoraggiare la partecipazione degli altri soci e a ostacolare il confronto, attraverso una raccolta preventiva e massiccia di deleghe di voto a favore di AAG, promossa da consiglieri come Grupo Peña e Barreiro, oltre allo stesso AAG, e sostenuta dalla direzione generale.

I firmatari collegano questo comportamento a un'intervista rilasciata a febbraio da Nines García de la Fuente proprio ad AUTOPOS, nella quale la direttrice generale, commentando l'allora emergente crisi interna, dichiarava che il proprio compito fosse "limare tutte le possibili asperità". I sei soci commentano con evidente amarezza questo modo di "limare le asperità" mentre, a loro giudizio, si continua a favorire una delle parti in conflitto; e concludono che sarebbe stato preferibile, da parte della direttrice generale, fornire le informazioni legalmente dovute e chiarire, se possibile, il conflitto d'interessi che riguarda AAG.

Verso le vie legali

Il comunicato si chiude con un annuncio netto: i sei soci hanno incaricato lo studio legale Montero Aramburu & Gómez-Villares Atencia di valutare ed eventualmente avviare le azioni legali ritenute opportune, sia nei confronti della società sia dei suoi amministratori e dirigenti, con l'obiettivo dichiarato di accertare eventuali responsabilità e ripristinare condizioni di trasparenza, lealtà e diligenza nella gestione della centrale.

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