Opinioni | 01 Ottobre 2015 | Autore: David Giardino

Un mare per pesci sempre più grossi
Non bisogna avere la lente di ingrandimento per riuscire a vedere quali sono le dinamiche che il mercato della distribuzione indipendente sta vivendo in Italia.
Certamente sono le realtà più dinamiche e significative della distribuzione che stanno dettando i tempi del cambiamento, con ritmi assolutamente inediti e incalzanti, non lasciando quasi il tempo di riorganizzarsi a chi, magari nascondendosi, sperava di “passare la nottata”. Non si tratta di una sfuriata a breve tempo, ma di un movimento dell’economia, che coinvolge ora anche il nostro settore, che seleziona per effi cienza e dimensione le realtà economiche del territorio.

In Italia, ha faticato più che in altri paesi l’affermarsi di certi principi economici della avvenuta globalizzazione, lasciando alcune aree economiche del paese isolate e salvaguardate dai vecchi modelli degli anni Ottanta. Ora non è più così e gli effetti del mercato unico europeo iniziano veramente a farsi vedere. Ovviamente non è coinvolta solo la distribuzione, ma anche a livello dei componentisti si vedono nascere gruppi davvero importanti, con acquisizioni a cifre da capogiro (vedi l’articolo sulla top ten dei fornitori OE - Notiziario Motoristico di ottobre). Mi riferisco per esempio alla ZF con l’acquisizione di TRW, alla recente acquisizione da parte di MANN del gruppo polacco Affinia Group (produttore dei marchi Wix e Filtron). Questa nuova dinamicità, destinata a cambiare la fisionomia delle aziende e anche della distribuzione, non permetterà a nessuno degli attori del mercato di dormire sonni tranquilli.

I primi saranno i distributori, che da regionali dovranno diventare almeno nazionali attraverso aggregazioni o acquisizioni; per poi passare ai ricambisti, sempre più strutturati per allargare i chilometri dei loro confini; per arrivare infine alle autofficine, che dovranno per forza crescere per andare incontro alle esigenze di un circolante sempre meno privato e sempre più aziendale e poter consentire un servizio “one stop” a veicoli che necessitano di viaggiare. Interessanti saranno le evoluzioni dei gruppi di assicurazione, che per aumentare la fidelizzazione ai loro servizi, aiuteranno gli automobilisti anche nella preventivazione del service (ne parliamo nell’articolo dedicato all’iniziativa francese “Allo Mécano”) e nella valutazione dei preventivi dei guasti. Arrivare all’acquisto dei ricambi, come già avviene (in parte) per quelli di carrozzeria, non sembra un passo poi così distante come lo era solo pochi mesi fa.

Anche le flotte si organizzano meglio per gestire il service dei loro veicoli. Il loro problema è quello di migliorare il servizio ai propri clienti e di ottimizzare il proprio conto economico, ma come? Scegliendo fra gli autoriparatori solo i migliori, sui quali concentrare la propria flotta veicolare, che ricordo è destinata a crescere vertiginosamente nel tempo. Ed ecco che Simone Guidi, una delle più importanti risorse dell’aftermarket italiano, viene arruolato in Arval, proprio a questo scopo. Stimandolo molto professionalmente sono certo che questa non sarà una buona notizia per tutti.

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