
Competenze tecniche e informatiche, logistica, formazione professionale, servizi ad alto valore aggiunto e la capacità di essere sempre pronti ad affrontare con flessibilità le nuove sfide e l’evoluzione del mercato: ecco come è cambiato il mestiere del ricambista. Ne parliamo con Andrea Camurati, titolare di Carauto S.r.l.
Carauto S.r.l. è una realtà storica nata alla fine degli anni ‘60 a Biella: quali sono le tappe che considera più importanti nel vostro percorso professionale?
Carauto S.r.l. nasce nel 1969 per volontà dei miei genitori, dopo che mio padre aveva maturato un'importante esperienza come venditore esterno presso una concessionaria.Nel 1999, dopo la mia laurea in Economia e Commercio all’Università di Torino, abbiamo scelto di trasferirci nell’attuale sede, molto più spaziosa della precedente, per ampliare l’offerta e rispondere meglio alle esigenze dei nostri clienti. Da quel momento, accanto ai prodotti di meccanica, abbiamo introdotto anche ricambi elettrici, componenti per la climatizzazione, carrozzeria e lubrificanti.
Nel 2005 abbiamo aderito al Consorzio Assoricambi: una scelta strategica che ha rappresentato una svolta importante per la nostra azienda, non solo in termini di nuove opportunità, ma soprattutto per la ricchezza dello scambio di esperienze, informazioni e competenze.
Il 2023 è un altro anno di evoluzione per la nostra azienda. Abbiamo introdotto nella nostra proposta commerciale la linea attrezzatura, affiancata da una figura dedicata, competente sia nella proposta dei prodotti sia nel fornire un primo livello di assistenza tecnica.
Nello stesso anno abbiamo lanciato il progetto Carauto S.r.l. Academy, che affianca alla formazione tecnica, attiva già dal 2005 nella nostra aula corsi, un percorso di formazione manageriale pensato per supportare i nostri clienti anche nella gestione e nello sviluppo delle loro attività.
Quali sono le sfide principali che avete affrontato nel corso degli anni e quali le difficoltà superate?
In quasi sessant’anni di attività abbiamo affrontato numerose sfide: dalla prima grande campagna di rottamazione negli anni ’90, al rapido cambio delle tecnologie sulle vetture, fino all’arrivo della vendita online dei ricambi e ai nuovi modelli di distribuzione che hanno rivoluzionato il mercato.Siamo ottimisti per natura e, proprio per questo, cerchiamo di trasformare ogni difficoltà in un’opportunità, affrontando i cambiamenti con entusiasmo e condividendo questo spirito con tutto il team.
Come è cambiato il lavoro del ricambista in questi anni e quali sono i valori e le caratteristiche che sono rimasti invariati nel tempo?
Ripensando a come lavoravamo alla fine degli anni ’90, posso dire che il nostro mestiere è cambiato profondamente, al punto da sembrare quasi un lavoro diverso. Siamo passati da una vendita esclusivamente al banco a un servizio di consegna capillare; da approvvigionamenti mensili a tre consegne giornaliere; da una logistica con pochi codici gestiti in grandi quantità a un’organizzazione con molte più referenze e volumi più contenuti.
Anche il modo di lavorare all’interno dell’azienda è cambiato: se prima ogni operatore seguiva più processi, oggi abbiamo figure sempre più specializzate in aree specifiche.
Un altro cambiamento significativo è dovuto alla digitalizzazione e all’informatizzazione, che oggi ci consente di svolgere le stesse mansioni in modo più rapido, preciso ed efficiente.
Devo riconoscere, con gratitudine, la lungimiranza di mio padre, che già nel 1985 adottò un gestionale con le giacenze di magazzino, quando erano davvero in pochi a farlo.
Una scelta innovativa per l’epoca, che ha posto le basi per l’approccio tecnologico che ancora oggi contraddistingue il nostro lavoro.
Inoltre, il nostro ruolo si è ampliato: oggi non offriamo solo ricambi, ma anche servizi ad alto valore aggiunto come software gestionali, banche dati tecniche, formazione professionale e programmi di fidelizzazione dei clienti.
Ma i nostri valori sono rimasti invariati nel tempo, primi tra tutti la qualità dei prodotti che proponiamo e le competenze dei nostri collaboratori.
Abbiamo costruito la nostra offerta puntando su prodotti dei migliori premium brand, collaborando con fornitori in grado di garantirci marchi riconosciuti e apprezzati dal mercato.
Questa strategia si è dimostrata vincente: ancora oggi i nostri clienti sanno di poter contare su ciò che offriamo.
Un altro elemento che ci contraddistingue da sempre è il servizio di consulenza, sia in fase di acquisto sia in fase di post-vendita. È un valore che gli autoriparatori ci riconoscono e che possiamo garantire grazie alla formazione professionale e all’aggiornamento costante dei nostri collaboratori.
Quali competenze oggi sono indispensabili per un ricambista moderno e quali ritiene siano le caratteristiche più apprezzate dal cliente e che “fanno la differenza” per svolgere questo mestiere al meglio?
Credo che le competenze fondamentali per un ricambista moderno siano schematizzabili nei sette punti che seguono.1. Competenze tecniche di prodotto, per offrire alla clientela un’ampia gamma di ricambi, sia originali sia aftermarket, garantendo sempre scelte affidabili e corrette.
2. Competenze logistiche, necessarie per gestire in modo efficiente approvvigionamenti, giacenze di magazzino e tempi di consegna sempre più rapidi.
3. Competenze digitali, indispensabili per utilizzare al meglio il gestionale, consultare banche dati tecniche e identificare correttamente i ricambi attraverso i motori di ricerca specializzati.
4. Competenze commerciali e negoziali, per sviluppare il proprio business con proposte strutturate, sistemi di fidelizzazione e una gestione efficace delle trattative.
5. Competenze di coordinamento, fondamentali per saper gestire efficacemente il proprio team, motivare i collaboratori, valorizzarne le potenzialità e favorire un ambiente di lavoro positivo e stimolante.
6. Competenze comunicative, per comunicare al mercato le attività e i servizi offerti.
7. Competenze analitiche, per monitorare i principali KPI tramite strumenti di business intelligence. In questo senso, aderiamo da anni al progetto del Politecnico di Torino, che ci consente di confrontare le nostre performance con benchmark di settore.
È fondamentale mettersi costantemente in discussione, individuare le proprie aree di miglioramento e partecipare agli appuntamenti istituzionali del settore per restare aggiornati su temi tecnici, commerciali e normativi. Proprio su quest’ultimo fronte, siamo soci di ADIRA, un punto di riferimento per restare sempre informati sulle evoluzioni normative che impattano direttamente sulla nostra attività.
Per quanto riguarda le caratteristiche più apprezzate dalle officine, oltre alla qualità dei prodotti, alla competitività dei prezzi e alla rapidità nella consegna, ritengo che ciò che davvero faccia la differenza sia la capacità del ricambista di essere un partner affidabile, in grado di supportare l’autoriparatore con informazioni, consulenza e capacità di problem solving, costruendo così un rapporto basato sulla fiducia e sulla continuità.
Il rapporto con le officine è fondamentale per il successo dell’attività: quali sono le cose su cui puntate per la fidelizzazione dei clienti?
Penso che la relazione con il cliente resti un elemento centrale nel nostro lavoro. Se la scelta si basasse esclusivamente sul prezzo, saremmo spesso penalizzati, considerando le offerte presenti sui vari marketplace. È proprio per questo che costruire un rapporto di fiducia diventa essenziale: oggi l’autoriparatore cerca un fornitore capace di supportarlo a 360° nella gestione della propria attività.
Il contatto diretto con il cliente è essenziale per intercettare le reali esigenze e comprendere l’evoluzione del mercato.
Pur credendo fortemente nel ricambio aftermarket, ci rendiamo conto che in alcuni casi, per motivi tecnici, normativi o di disponibilità, l’unica soluzione possibile sia il ricambio originale. In queste situazioni, l’autoriparatore preferisce comunque affidarsi a noi, piuttosto che cercare da solo il pezzo: questo è il segno di un rapporto di fiducia costruito nel tempo.
Un ulteriore passo nella diversificazione della nostra offerta è stato l’inserimento di una gamma completa di attrezzature professionali. Ma vendere attrezzatura non significa solo proporre un prodotto: significa anche garantire un servizio post-vendita efficiente e competente. Per questo abbiamo formato figure specializzate, in grado di gestire le richieste tecniche e l’assistenza di primo livello.
Negli ultimi anni, inoltre, abbiamo dato ancora più spazio alla formazione, sia tecnica che manageriale. Questa scelta nasce da un bisogno concreto che abbiamo rilevato dialogando con i nostri clienti.
Per rafforzare ulteriormente la collaborazione, proponiamo anche programmi di fidelizzazione, con premi di fine anno, eventi esclusivi e promozioni dedicate, perché crediamo che la continuità nel rapporto sia la chiave per una crescita reciproca.
Come immagina il ricambista del futuro?
Il ricambista del futuro sarà sempre più un partner strategico per l’autoriparatore, capace di affiancarlo concretamente nella gestione quotidiana dell’officina.Non sarà solo un fornitore di ricambi, ma un consulente specializzato, tecnologicamente evoluto, in grado di utilizzare strumenti digitali avanzati, l’intelligenza artificiale e le piattaforme integrate per gestire in tempo reale le disponibilità, gli ordini e le consegne.
Dovrà rispondere con prontezza a qualsiasi esigenza, offrendo prodotti, ma anche servizi ad alto valore aggiunto. La sua forza sarà nella flessibilità, nella rapidità di adattamento ai cambiamenti del mercato e nella solida capacità di problem solving, elementi sempre più richiesti dal cliente moderno.
Un’attenzione crescente dovrà essere riservata anche alla sostenibilità, promuovendo prodotti sostenibili e contribuendo a ridurre l’impatto ambientale lungo tutta la filiera.
Infine, il ricambista del futuro non potrà rimanere isolato: dovrà sapersi confrontare con gli altri operatori del settore, condividere esperienze, progetti e visioni, alimentando una rete di crescita collettiva.
In qualità di socio del Consorzio Assoricambi nonché suo presidente, quali ritiene siano i vantaggi maggiori nel far parte di un gruppo e quanto ritiene sia strategico per la vostra realtà?
Asso Ricambi è il consorzio di ricambisti più grande a livello nazionale, con 120 associati. Aderire significa entrare in una rete solida e strutturata, che offre numerosi vantaggi: condizioni economiche competitive, possibilità di collaborare con fornitori strategici, accesso a formazione manageriale e strumenti per fidelizzare i clienti, come il programma officine Asso Service.Sul piano operativo, significa poter utilizzare piattaforme evolute come E-Procurement e AnyPro, utili per la ricerca dei ricambi tramite targa o telaio, per verificare la disponibilità e le condizioni d’acquisto in un unico portale, oppure per accedere al Magazzino Unificato, che permette di consultare le giacenze degli altri soci in tempo reale.
Ma il vero valore aggiunto è la possibilità di incontrarsi nei momenti istituzionali del Consorzio: occasioni preziose per condividere esperienze, progetti e visioni con colleghi di tutta Italia.
Carauto S.r.l. ha aderito al Consorzio nel 2005, e posso dire con convinzione che è stata una scelta strategica corretta. Operando in un’area ristretta come il biellese, avere la possibilità di confrontarsi con realtà diverse per dimensioni e contesto ci ha permesso di ampliare la nostra visione e di adattare idee vincenti al nostro territorio.
Proprio per valorizzare queste esperienze condivise, nel 2025 Asso Ricambi ha lanciato la terza edizione de “Il manuale per il ricambista di successo”, in cui sono raccolte le best practice dei soci, suddivise per area di competenza: un progetto che rappresenta bene lo spirito di collaborazione e crescita continua che anima il nostro Consorzio.
Qual è il valore aggiunto concreto che il Consorzio può offrire oggi a ricambisti e officine rispetto al passato?
Quando sono entrato nel Consiglio Direttivo nel 2007, il Consorzio aveva una struttura molto snella: un direttore e un’amministrativa. All’epoca, l’attività principale era la gestione di accordi centralizzati con fornitori strategici, validi per tutti gli associati. Oggi la realtà è profondamente cambiata. Il team di Asso Ricambi è composto da 12 collaboratori, suddivisi in diverse aree di competenza: commerciale, amministrativa, ICT, comunicazione ed eventi e area autoriparativa. Questa evoluzione organizzativa riflette la volontà di generare valore concreto per gli associati, offrendo supporto su più fronti per aiutarli a strutturarsi e affrontare con maggiore consapevolezza un mercato complesso e in continua trasformazione.
Il Consorzio oggi mette a disposizione strumenti, servizi e opportunità che possono davvero fare la differenza. Naturalmente, è fondamentale che anche gli associati abbiano la volontà di evolvere e adattare i propri processi interni. Lo stesso vale per gli autoriparatori che aderiscono al nostro network Asso Service, i quali possono beneficiare di un’offerta completa e articolata.
Negli ultimi anni, abbiamo riscontrato una crescente consapevolezza, sia da parte dei ricambisti che degli autoriparatori: la necessità di far parte di un gruppo solido o di un network riconosciuto è sempre più sentita.
Dal suo osservatorio privilegiato, quali sono oggi le principali criticità e opportunità del mercato aftermarket in Italia?
Ritengo che le principali criticità del mercato aftermarket in Italia siano diverse e sempre più complesse da gestire. In primis, la carenza di personale qualificato e le difficoltà legate al passaggio generazionale rappresentano una sfida concreta per molte aziende del settore. A questo si aggiungono margini sempre più ridotti, compressi dall’aumento dei costi operativi e dalla pressione sui prezzi esercitata dai grandi marketplace online.
Un altro nodo cruciale è l’accesso limitato ai dati tecnici e diagnostici da parte delle case auto, che rende sempre più difficile l’intervento sulle vetture di nuova generazione, ostacolando l’operatività delle officine indipendenti. Infine, emerge la crescente difficoltà a reperire ricambi per i veicoli cinesi, ormai presenti anche sul nostro mercato.
Tuttavia, il settore presenta anche importanti opportunità. Il parco circolante italiano, sempre più anziano, a causa del calo delle nuove immatricolazioni, apre ampi spazi per attività di manutenzione e sostituzione. C’è poi la possibilità di ampliare l’offerta commerciale, includendo attrezzature professionali come strumenti di diagnosi, utensili e sistemi per la riparazione avanzata, oltre a servizi a valore aggiunto come formazione tecnica e manageriale, banche dati e software gestionali.
Infine, aderire a consorzi e network di officine rappresenta una leva strategica per ottenere economie di scala, accedere a strumenti evoluti e rafforzare la propria posizione in un mercato sempre più competitivo e in rapida evoluzione.
Se dovesse indicare una parola chiave che rappresenti il futuro del Consorzio quale sarebbe e perché?
Sceglierei la parola che ha accompagnato gli eventi di Asso Ricambi nel 2025: Communitas.Per me significa andare oltre la collaborazione formale e costruire un senso reale di appartenenza, fatto di relazioni autentiche, scambio e reciprocità. La forza dei singoli cresce dentro la forza del gruppo e viceversa: è questa interconnessione, arricchita dalle competenze e dalle esperienze diverse di ciascuno, che ci rende più solidi e dinamici.
In un contesto che cambia rapidamente e diventa sempre più complesso, confrontarsi e mettersi in discussione è ciò che ci permette di restare coesi e competitivi.




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