Articoli | 19 March 2026 | Autore: Cristina Palumbo

C.A.F.: oltre il ricambista tradizionale, con passione e competenza

In oltre 50 di attività C.A.F., Consorzio Autofficine Fiorentine Soc. Coop., ha vissuto la trasformazione del mercato e del mestiere del ricambista: ne parliamo con Jacopo Doschi, responsabile commerciale dell’azienda, che identifica nella passione, nell’impegno e nella collaborazione le caratteristiche che hanno permesso di affrontare le sfide del tempo e cavalcare il cambiamento.

 

Tra i soci del Consorzio Assoricambi c’è una società che ha un profilo un po’ diverso da quello del ricambista tradizionale, perché ha le sue radici nell’unione di autoriparatori. Il C.A.F., Consorzio Autofficine Fiorentine Soc. Coop., nasce oltre 50 anni fa a Firenze e rappresenta una realtà ben strutturata e attiva nel territorio.

Abbiamo intervistato Jacopo Doschi, responsabile commerciale di C.A.F., per conoscere meglio questa realtà e come interpreta il ruolo del ricambista e le sue trasformazioni.


Ci racconta brevemente la storia della vostra azienda, con particolare riferimento alle tappe che considera più importanti nel vostro percorso professionale e alle sfide affrontate e superate?

C.A.F. Consorzio Autofficine Fiorentine Soc. Coop. nasce il 25 luglio 1973 dalla volontà di numerosi artigiani del settore. Sin dal principio l’obiettivo è stato quello di creare a Firenze una grande realtà dell’aftermarket in grado, quest’ultima, di conciliare il vantaggio competitivo in fase di acquisto dei ricambi auto con lo spirito di cooperazione e collaborazione dei soci autoriparatori
Il primo punto vendita viene inaugurato nel 1977 in zona Firenze Sud. Nel 1980 viene aperto un altro magazzino su Firenze-Ovest in via Baccio da Montelupo, nel 2017 viene inaugurata la sede di via Collodi su Firenze-Nord e, in ultimo, il 1 ottobre 2025 abbiamo aperto la nostra filiale di Prato in viale Montegrappa.

In base alla sua esperienza, come è cambiato il lavoro del ricambista in questi anni e quali sono i valori e le caratteristiche che sono rimasti invariati nel tempo?

L’aumento del numero di vetture ha generato una crescita del numero di ricambi e di conseguenza ha modificato l’approccio e la modalità di individuazione e di reperimento dello stesso.
Allo stesso tempo, l’avvento del digitale, con la conseguente nascita di strumenti alternativi alla classica telefonata, ha trasformato in toto il nostro modo di operare sul mercato.
Oggi gran parte della comunicazione per gli ordini passa da WhatsApp e la telefonata viene utilizzata più per chiedere assistenza che per l’ordine in senso stretto.

Rispetto al passato lavoriamo a ritmi più serrati e su tempi di risposta molto più brevi.

L’ascesa delle piattaforme di vendita online, inoltre, ha influenzato senza dubbio tutto il processo di manutenzione di una vettura. 
Tante volte un cliente che si reca presso un’officina è convinto di conoscere il prezzo del ricambio utile alla manutenzione della propria auto. Questo aspetto tuttora genera dei circoli viziosi che si ripercuotono sul nostro lavoro e sul livello di professionalità e attenzione che tutta la filiera della riparazione richiede.

Quali competenze oggi sono indispensabili per un ricambista moderno e quali ritiene siano le caratteristiche più apprezzate dal cliente e che “fanno la differenza” per svolgere questo mestiere al meglio?

L’integrazione informatica dei propri processi e un accurato controllo di gestione sono parametri che per il ricambista moderno saranno la base della propria attività imprenditoriale.

Il cliente apprezza più di ogni cosa il sacrificio e la passione che noi impieghiamo nello svolgere il nostro lavoro. In questa relazione economica quotidiana alla fine vince sempre la nostra capacità di risoluzione dei problemi che un’autoriparazione può richiedere. 

Allo stesso livello di importanza va inserito il livello di servizio che riusciamo ad offrire e, quest’ultimo, senza passione e sacrificio non può arrivare a un grado di qualità sufficiente a soddisfare le esigenze di questo mercato.

Il rapporto con le officine è fondamentale per il successo dell’attività: quali sono le cose su cui puntate per la fidelizzazione dei clienti?

Per noi il discorso è differente rispetto alla normale attività di un ricambista. Essendo un consorzio che conta oltre 130 soci, l’officina è parte attiva del processo strategico e decisionale dell’azienda.
Abbiamo un consiglio di amministrazione composto dalla Presidente Lucia Lunghi e in maggioranza da autoriparatori: questo ci consente di monitorare costantemente le esigenze che un’officina può avere.

La fidelizzazione è una conseguenza naturale della nostra capacità di intercettare i bisogni dell’officina e di trovare soluzioni ai problemi dell’autoriparatore.

Quali sono oggi le principali criticità e opportunità del mercato aftermarket in Italia e come immagina il ricambista del futuro?

È evidente che ci troviamo in una fase di transizione in cui non si ha ben chiaro quale sarà il futuro del settore. Gli scenari che possono verificarsi nel futuro prossimo sono molteplici

Da un lato, l’ascesa di grandi strutture multi-regionali e delle placche Stellantis; dall’altro, la scelta di qualche importante distributore di rompere la filiera tradizionale (componentista-distributore-ricambista) facendo saltare un patto storico di fiducia col proprio cliente, condizioneranno per forza di cose il futuro di questo settore.

Si entrerà molto probabilmente in una fase di “mercato ibrido” dove, in alcuni casi, i nostri fornitori saranno anche i nostri competitor.
Questo fenomeno è già presente da poco in qualche area metropolitana del nord Italia e difficilmente fermerà la sua corsa.

Il ricambista moderno dovrà necessariamente industrializzare quei processi interni che ancora oggi sono di natura artigianale.

Credo che l’arma di successo e di sopravvivenza risieda nell’informatizzazione e nella capillarità che le nostra attività sapranno mantenere sul proprio territorio di competenza.

Non mi chiedete però come andrà a finire perché non posso saperlo.

In qualità di socio del Consorzio Assoricambi, quali ritiene siano i vantaggi maggiori nel far parte di un gruppo e quanto ritiene sia strategico per la vostra realtà?

Siamo orgogliosi di far parte del gruppo di Asso Ricambi, con cui c’è stato sempre un legame speciale. Farne parte ha sempre rappresentato un valore aggiunto; questo non solo perché ci accompagna costantemente nella relazione con i fornitori, ma principalmente perché è guidato da principi di sana collaborazione e reciproco sostegno

Oggi far parte di un gruppo come Asso Ricambi è fondamentale, prima di tutto perché riusciamo a mantenere un contatto sincero e costante con imprenditori che fanno il nostro stesso lavoro in altre zone d’Italia. In secondo luogo perché camminare insieme a qualcuno rende gli ostacoli del nostro percorso più facili da superare. 

Se dovesse indicare una parola chiave che rappresenti il futuro del Consorzio e dei ricambisti indipendenti, quale sarebbe e perché?

Adesione.
In fisica è la forza che si esercita tra le molecole di due corpi diversi posti a contatto. 
Metaforicamente rappresenta noi soci di Asso Ricambi.

Per varie ragioni ogni azienda avrà un’evoluzione differente, condizionata principalmente dal territorio in cui opera. La conseguenza sarà l’aumento del livello di eterogeneità nel Consorzio.
In questo orizzonte continueremo a fare la differenza solo se accrescerà la forza di adesione di ogni socio al Consorzio.

Diversi, ma insieme sullo stessa percorso.

 

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Tags: assoricambi ricambista C.A.F.

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