Articoli | 04 May 2026 | Autore: Cristina Palumbo

Mavex: il ricambista deve essere sempre più un partner

Essere ricambista oggi vuol dire essere un partner dei propri clienti, sia per il servizio tecnico, commerciale e logistico, ma anche per la capacità di costruire una relazione salda e di fiducia, dove si cresce insieme. “La qualità della relazione” afferma in questa intervista Giovanni Verardi, uno dei titolari di Mavex Autoricambi, è l’elemento chiave per il successo.


“Il nostro obiettivo non è solo vendere un ricambio, ma diventare un riferimento stabile nel tempo” dichiara Giovanni Verardi, uno dei titolari di Mavex Autoricambi, ricambista di Sassari e socio del Consorzio Assoricambi. Un impegno che l’azienda porta avanti fin dalla sua fondazione quasi 40 anni fa, attraversando varie fasi evolutive, ma sempre senza venir meno a questo modello.

In questa intervista Giovanni Verardi ci parla dunque di come è cambiato il mestiere del ricambista e di quali sono le sfide imposte dalla trasformazione del mercato; sfide che Mavex Autoricambi ha deciso di affrontare insieme a un gruppo, il Consorzio Assoricambi, in virtù di una visione condivisa.

Ci racconta brevemente la storia della vostra azienda e come siete organizzati attualmente?
Mavex Autoricambi è una realtà a conduzione familiare nata nel 1989, fondata dai nostri genitori, Massimo Verardi e Maria Antonia Scanu, con un obiettivo preciso: offrire alle officine un servizio affidabile, rapido e competente.
Nel tempo siamo cresciuti consolidando la nostra presenza sul territorio e investendo non solo nell’assortimento, ma anche nell’organizzazione, nella logistica e nella qualità della relazione con il cliente.
Le tappe più importanti del nostro percorso sono state proprio quelle che ci hanno permesso di evolvere da semplici fornitori a partner sempre più strutturati per l’autoriparatore.
Oggi i titolari dell’azienda siamo noi figli, Giovanni, Mauro e Maristella Verardi, che portiamo avanti con impegno e responsabilità il lavoro iniziato dai nostri genitori, mantenendo saldi i valori familiari su cui l’azienda è cresciuta.
Oggi trattiamo ricambi per auto e veicoli commerciali, implementando inoltre un’offerta sempre più ampia che comprende attrezzature, ponti sollevatori, strumenti di diagnosi, formazione tecnica per le officine e supporto nella gestione economica dell’attività. 
Proprio quest’anno, inoltre, abbiamo messo in piedi un magazzino UTIF per la distribuzione di oli lubrificanti e liquidi in generale, così da gestire questo comparto in modo ancora più organico ed efficiente.
Più che inseguire i numeri, abbiamo sempre cercato di crescere in solidità, credibilità e utilità per il mercato.

In base alla sua esperienza, come è cambiato il lavoro del ricambista in questi anni e quali valori sono rimasti invariati?
Il lavoro del ricambista è cambiato profondamente. Un tempo era centrato soprattutto sul prodotto e sulla disponibilità a magazzino; oggi richiede anche competenze tecniche, velocità di risposta, capacità organizzativa e strumenti digitali. 
I veicoli sono più complessi, le officine hanno esigenze più evolute e il mercato pretende precisione e tempestività.
Quello che non è cambiato, però, è il valore della fiducia. Restano centrali la serietà, la parola data, la capacità di esserci quando il cliente ha bisogno.
In un settore come il nostro la tecnologia è indispensabile, ma non sostituisce il rapporto umano: lo rafforza, se usata bene. E alla fine il cliente continua a premiare chi lo fa lavorare meglio.

Quali competenze sono oggi indispensabili per un ricambista moderno?
Oggi servono competenze tecniche, digitali e relazionali. Non basta conoscere il prodotto: bisogna capire il veicolo, il tipo di intervento, il lavoro dell’officina e saper usare in modo efficace cataloghi, sistemi informativi e strumenti di ricerca.
Ma le qualità che fanno davvero la differenza sono altrettanto importanti: ascolto, rapidità di comprensione, chiarezza nelle risposte e senso di responsabilità. Il cliente apprezza soprattutto tre cose: affidabilità, competenza e presenza. 
In altre parole, non cerca solo un fornitore, ma un interlocutore capace di semplificargli il lavoro e aiutarlo a risolvere i problemi.

Il rapporto con le officine è fondamentale: su cosa puntate per fidelizzare i clienti?
La fidelizzazione si costruisce ogni giorno, non con iniziative episodiche. Noi puntiamo innanzitutto sulla continuità del servizio: disponibilità del prodotto, velocità nelle consegne, precisione e capacità di risposta. 
Ma accanto al servizio c’è un altro aspetto decisivo: la qualità della relazione.
Un’officina resta fedele quando percepisce di avere accanto un partner affidabile, presente anche nei momenti difficili. La coerenza, il rispetto degli impegni e la capacità di creare valore intorno al cliente sono elementi fondamentali. Il nostro obiettivo non è solo vendere un ricambio, ma diventare un riferimento stabile nel tempo.

Quali sono oggi le principali criticità e opportunità del mercato aftermarket in Italia e come immagina il ricambista del futuro?
Tra le criticità principali vedo l’aumento della complessità tecnica dei veicoli, la pressione sui margini, la concorrenza sempre più aggressiva e la difficoltà nel trovare personale qualificato. 
C’è anche il rischio di ridurre tutto a una semplice logica di prezzo, impoverendo il valore reale del nostro mestiere.
Le opportunità, però, sono importanti. Il parco circolante italiano resta ampio e richiede manutenzione, mentre l’evoluzione dei veicoli rende sempre più centrale il ruolo di chi sa offrire competenza, servizio e affidabilità. 
Il ricambista del futuro sarà sempre meno un semplice distributore e sempre più un partner tecnico e organizzativo: capace di leggere i dati, gestire meglio le scorte, anticipare i fabbisogni e supportare l’officina in modo evoluto.

Nel vostro caso specifico, quali progetti e strategie avete per il prossimo futuro?
Guardiamo al futuro con un’idea molto chiara: rafforzare la nostra capacità di essere sempre più utili al cliente. Questo significa lavorare sull’organizzazione interna, sull’efficienza logistica, sull’ampliamento qualificato dell’offerta e sulla relazione con le officine.
Per noi sarà sempre più importante investire in struttura, competenze e qualità del servizio. Vogliamo continuare a crescere mantenendo saldi i nostri valori, ma con una visione moderna, capace di interpretare i cambiamenti del mercato e trasformarli in opportunità concrete.

In qualità di socio del Consorzio Assoricambi, quali sono i maggiori vantaggi del far parte di un gruppo?
Far parte di un gruppo come Asso Ricambi è una scelta strategica. In un mercato complesso, l’aggregazione consente di avere maggiore forza, più strumenti e una visione più ampia.
C’è certamente il vantaggio della massa critica, ma c’è anche un valore molto importante legato allo scambio di esperienze, alla condivisione di progetti e alla possibilità di affrontare il mercato con più solidità.
Per una realtà come la nostra significa poter crescere in un contesto evoluto, confrontarsi e cogliere opportunità che da soli sarebbero più difficili da sviluppare. Oggi fare gruppo non significa perdere identità, ma rafforzarla.

Se dovesse indicare una parola chiave che rappresenti il futuro del consorzio e dei ricambisti indipendenti, quale sarebbe e perché?
La parola che sceglierei è “communitas”.
Perché esprime un’idea di appartenenza che va oltre il semplice stare insieme per convenienza. Significa condividere valori, visione, responsabilità e obiettivi. 
In un mercato sempre più complesso e competitivo, credo che il futuro dei ricambisti indipendenti non possa essere costruito in solitudine, ma attraverso una comunità solida, coesa e consapevole del proprio ruolo.
Per me communitas vuol dire mettere in comune competenze, esperienze e progettualità, senza perdere la propria identità. Vuol dire crescere insieme, sostenersi reciprocamente e affrontare il cambiamento con una forza che il singolo, da solo, fatica ad avere. 
È un concetto che unisce la dimensione imprenditoriale a quella culturale: non solo fare gruppo, ma sentirsi parte di qualcosa di più grande.
Se Asso Ricambi saprà continuare a interpretare questo spirito, allora potrà essere non soltanto un consorzio efficace, ma un vero punto di riferimento per il futuro dell’aftermarket indipendente.

Nella foto di apertura, i tre fratelli titolari di Mavex: Giovanni, Mauro e Maristella Verardi.

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Tags: ricambisti Asso Ricambi mavex autoricambi

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