Articoli | 05 February 2016 | Autore: Cristina Palumbo

Gli USA in Italia: LKQ - Rhiag e l’evoluzione del mercato

Distribuzione ricambi: nasce il nuovo colosso dell’aftermarket in Europa, grazie all’acquisizione di Rhiag Group da parte di LKQ Corporation. Il management statunitense conferma la sua volontà di espandersi, ma nel rispetto dell’autonomia gestionale di Rhiag e della stabilità. Ecco l’intervista a LKQ e il commento di Rhiag all’acquisizione.

 

Lo scorso anno si è chiuso con una importante notizia per il mercato della distribuzione ricambi: l’acquisizione di Rhiag Group da parte di LKQ Corporation, gruppo statunitense specializzato nella distribuzione di ricambi e accessori e presente anche in diversi paesi europei.
Per capire la portata di questo avvenimento e le possibili conseguenze sul nostro mercato abbiamo interpellato direttamente LKQ, che ha risposto con quella tipica franchezza e semplicità Made in USA alle nostre domande.
Dall’intervista traspare fondamentalmente un messaggio di forte stabilità per il mercato e la voglia di continuare a crescere a vantaggio di tutta la filiera.
 
Come è nata la decisione di acquisire Rhiag e quali sono le vostre aspettative rispetto al mercato italiano?
Innanzitutto desidero esprimere tutta la nostra soddisfazione per questa acquisizione, che ci permette di unire i destini di due grandi aziende della distribuzione ricambi in aftermarket.
LKQ ha reso nota la sua intenzione di creare il più grande distributore di ricambi auto in Europa già da tempo e anche se il mercato americano non è paragonabile a quello europeo, possiamo fare un esempio per mettere a confronto questi due grandi mercati e i loro numeri. In Europa, infatti, ci sono più auto rispetto agli Stati Uniti, ma non ci sono grandi aziende che si occupano del service per il mercato indipendente su una base paneuropea. Se mettiamo insieme le quattro più grandi aziende negli Stati Uniti di questo settore, si raggiunge un fatturato attorno ai 33 miliardi di dollari, mentre le quattro maggiori aziende in Europa in totale fatturano meno di 8 miliardi di dollari.
Siamo perciò convinti che ci siano notevoli vantaggi per i nostri clienti con un fornitore più grande, in grado quindi di offrire una più ampia gamma in termini di soluzioni, di disponibilità di prodotto, supporto tecnico e così via.
È un dato di fatto che i veicoli diventano sempre più complessi e sono sempre più difficili da riparare, per questo i nostri clienti, per poter crescere, hanno bisogno di un sempre maggior sostegno e pensiamo di poterli in questo modo aiutare, essere parte della soluzione dei loro problemi.
Ma veniamo all’acquisizione di Rhiag. Storicamente LKQ è sempre entrata in nuovi mercati attraverso delle acquisizioni. Fin dalla nostra fondazione nel 1998 ne abbiamo effettuate più di 225. Sia che si entri in un nuovo mercato come l'Italia o si lanci una nuova linea di prodotto, come per esempio i motori rettificati, il nostro approccio è sempre lo stesso: cercare quali sono le migliori aziende con i migliori team di management. In questo modo possiamo utilizzare una realtà già forte come base, per far crescere e sviluppare il nostro business.
Questo è il caso di Rhiag: l'azienda è già un market leader in Italia, nella Repubblica Ceca e in Slovacchia e ha posizioni di leadership anche in altri mercati. Luca Zacchetti (CEO di Rhiag Group) e il suo team sono esattamente il tipo di persone che cerchiamo: una squadra con un forte focus sul mercato e che cerca sempre modi diversi per sostenere e assistere i suoi clienti, così come dipendenti e fornitori.
 
Nei vostri piani a medio termine questa acquisizione è l'inizio di una nuova strategia per completare la presenza anche negli altri paesi europei attraverso ulteriori acquisizioni?
Il nostro obiettivo è quello di continuare la nostra espansione anche in altri paesi europei, attraverso acquisizioni o crescita organica. In generale noi preferiamo fare delle acquisizioni di aziende “market leader”, ma non sempre è possibile, perché potrebbero non essere in vendita o semplicemente non è il momento giusto. La nostra strategia è anche quella di espanderci attraverso cosiddette "tuck-ins", cioè tramite incorporazione di altre aziende.
 
Rhiag è un gruppo molto conosciuto sul mercato italiano e offre un'ampia gamma di marchi, così come un suo brand, Starline. LKQ pensa di lasciare a Rhiag la sua autonomia nella scelta dei fornitori e dei marchi o ci si muoverà verso una maggiore uniformità, implementando marchi servizi di LKQ?
Dopo aver concluso 225 acquisizioni abbiamo imparato alcune regole: una di queste è essere certi che i clienti siano contenti. Non abbiamo concetti o strategie precostruiti nei confronti di Rhiag e di ciò che il cliente può volere: starà a loro decidere. Rhiag ha dei marchi molto importanti, come ad esempio Starline, e la nostra azienda Euro Car Parts in Gran Bretagna ha altri importanti brand, come ad esempio Eicher e Triple Qx. Sarebbe interessante vedere se è possibile introdurre il marchio Starline in altri paesi o se si possono adottare altri marchi già esistenti, ma sappiamo che è soltanto il management locale può decidere cosa ha più senso per il proprio mercato.
Quando si acquisisce una importante azienda come il gruppo Rhiag bisogna proteggere la buona continuità del business: ciò significa che in aggiunta ai nostri clienti dobbiamo essere certi di proteggere anche dipendenti e fornitori. Sono queste relazioni a fare di Rhiag un leader e prendiamo molto seriamente il fatto di preservarle e svilupparle per il beneficio di tutti.

In termini operativi quali sono i cambiamenti principali che prevedete per Rhiag e la sua struttura? Il network di officine ‘a posto’ sarà coinvolto da qualche cambiamento?
Non abbiamo alcun piano radicale di trasformazione. Come dicevo prima, il nostro obiettivo è assicurare che i clienti non abbiano percezione di alcun cambiamento. Ovviamente tutte le aziende necessitano di svilupparsi in un mercato che cambia e, con l’auto che diventa sempre più tecnologica, anche le officine devono implementare le proprie conoscenze e capacità tecniche di riparazione e aumentare la formazione e gli investimenti in tecnologia.
Rhiag non è rimasta ferma, ma sta cambiando con l'evolversi delle richieste del mercato: nell'arco di pochi anni sarà diversa da ciò che è oggi, ma lo sarà indipendentemente dall’unione dei due gruppi creatasi con l’acquisizione.
Speriamo di poter agevolare insieme questo cambiamento, che è inevitabile, per clienti e dipendenti.
Anche per quanto riguarda il concept del network officine ‘a posto’ non abbiamo intenzione di introdurre modifiche.
 
Con l’acquisizione di Rhiag diventate uno dei maggiori player sul mercato europeo; come pensate che i vostri nuovi competitor reagiranno a questo cambiamento?
Non vediamo un grosso cambiamento: Rhiag continuerà la sua strada, senza doversi preoccupare troppo dei competitor. Questo non significa che non siano importanti, ma realisticamente, non influenzeranno significativamente il nostro comportamento. Il nostro intento è quello di far crescere il business, offrendo ai nostri clienti un’ampia gamma prodotti e i supporti necessari per la crescita del loro business e per il loro successo. Se nostri clienti hanno successo cresceremo anche noi e i nostri fornitori, che a loro volta ci aiuteranno.
È cosa risaputa, ma davvero crediamo che il supporto al cliente sia il modo migliore per vincere ed essere competitivi.
 
Un breve commento di Luca Zacchetti, CEO Rhiag Group, relativa all’ingresso in LKQ.
“Per i nostri clienti, ricambisti e officine, e per i nostri fornitori e partner, l’ingresso in LKQ deve essere visto come un’ottima notizia: il nostro Gruppo potrà operare in un contesto di maggiore stabilità d’azionariato rispetto agli ultimi anni e il management sarà di conseguenza ancora più focalizzato sul business.
Sul mercato italiano rinnoviamo l’impegno di incrementare in maniera costante il servizio nei confronti dei nostri clienti, offrendo a loro e alle loro officine strumenti per lo sviluppo dell’attività, naturalmente sempre nel rispetto della nostra filiera.
 

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Tags: Rhiag lkq

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