Articoli | 15 Giugno 2018 | Autore: Tommaso Caravani

Dynorace A2CTION: l’evoluzione del banco prova

Dimsport, azienda piemontese specializzata nella taratura di centraline elettroniche, già da tempo ha differenziato la sua offerta, puntando su risparmio energetico e prodotti professionali destinati ai test delle vetture. Lo scorso 18 maggio abbiamo avuto l’occasione di partecipare alla presentazione del nuovo banco prova potenza: Dynorace A2CTION.
Vediamo di cosa si tratta e perché rappresenta una innovazione in questo settore.
 

Un banco già pensato per i veicoli del futuro, con caratteristiche all’avanguardia, che permetterà di lavorare anche con auto ibride ed elettriche, simulando anche la fase di frenata, in cui questi mezzi accumulano energia.
Sono queste le promesse di Dimsport, che ha presentato alla stampa e ai principali clienti internazionali il nuovo banco Dynorace A2CTION.
 

Perché un banco prova?

Quello dei banchi prova potenza è un settore complesso. Utilizzato oggi in prevalenza dai tuner, è sicuramente una di quelle attrezzature destinate a veder crescere la propria popolarità. Il motivo è semplice. Oggi l’attenzione alle emissioni è sempre maggiore e testare emissioni su cicli stradali differenti potrebbe diventare una necessità anche durante l’intero ciclo di vita del veicolo e non solo in fase di omologazione.

Ma non è tutto. Le vetture ibride ed elettriche accumulano l’energia elettrica durante le discese e le fasi di frenata, situazioni queste che rendono poco pratico, se non molto complesso, testare tali sistemi in condizioni di guida reale.
Dimsport prova quindi a porsi come pioniere di questo nuovo segmento dei banchi prova potenza, creando una nuova categoria di “simulatore stradale”.

Il nuovo Dynorace A2CTION, infatti, è una piattaforma completamente nuova per il gruppo, progettata proprio allo scopo di venire incontro a tali esigenze.
Vediamo allora quali innovazioni porta con sé questo banco.
 

Meno stress per l’auto e tanta semplicità

La prima caratteristica tecnica, che tuttavia risulta sostanziale è la connessione diretta meccanica fra le bancate, che abilita il testing di vetture di ultima generazione con controlli molto sofisticati di rotazione degli assi. A fianco a questa importante novità, ecco una conferma rispetto al passato, che potremmo definire ‘marchio di fabbrica’ del progetto Dynorace di Dimsport come ci ha raccontato Simone Deregibus, socio dell’azienda: l’opportunità di scollegare gli assi, peculiarità che permette di non stressare le componenti meccaniche di vetture che sono il risultato di preparazioni estreme.

Il banco, inoltre, è equipaggiato con tutta l’elettronica di Dimsport, che da anni lavora nel settore, ed è perciò dotato di alcuni accorgimenti che permettono di ridurre notevolmente i tempi di settaggio.

Tra questi spicca sicuramente la regolazione automatica del passo in base al veicolo. Questo perché il banco Dynorace A2CTION è equipaggiato con il nuovo software Dynoplus, che conta una banca dati interna di oltre 10.000 veicoli.

Un’elettronica che garantisce anche una maggiore sicurezza degli operatori durante i test, grazie a una serie di controlli incrociati e alla gestione dei freni di sicurezza con cui il banco è equipaggiato.
 

Dalla prova potenza alla simulazione

Ciò che rende davvero particolare questo banco (monorullo per asse, con un rullo di stop sull’asse anteriore per posizionamento e centraggio) è la possibilità di essere utilizzato come un vero e proprio simulatore stradale.
Se infatti il futuro dell’auto, per quanto lontano nel tempo, è destinato ad essere elettrico, è anche vero che queste auto avranno esigenze differenti dalle auto a combustione interna.

Per questo Dynorace A2CTION è equipaggiato con dei veri e propri motori elettrici, in grado di simulare condizioni stradali, come le discese e le fasi di frenata.
Non solo, entro fine anno, l’azienda punta a introdurre nell’elettronica del banco anche la possibilità di replicare i cicli stradali per il calcolo delle emissioni (ovviamente non per le omologazioni).

Un fattore che potrebbe diventare di grande attualità, visti i recenti scandali che hanno dimostrato discrepanze tra i dati di omologazione e quelli reali.
Un upgrade che modifica anche la platea di potenziali clienti: non più solo il tuner, ma anche concessionari, officine e centri di ricerca coinvolti nelle analisi di emissioni, consumi e simulazione.
 

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