News | 16 Marzo 2020 | Autore: redazione

L’aftermarket reagisce
Tra misure restrittive e provvedimenti mirati a tutelare la salute e il benessere di tutta la popolazione, molte aziende si trovano a gestire con difficoltà l'emergenza Covid-19, perché non tutte le attività possono essere facilmente tradotte in lavoro agile o smart working.

Se la filiera automotive, per quanto riguarda le attività di riparazione e distribuzione ricambi, sono esentate dalla chiusura totale, ai produttori si chiede comunque di prendere provvedimenti e laddove possibile limitare o chiudere le attività produttive.

Tra le aziende che si trovano in una zona particolarmente colpita dal virus, c'è chi ha deciso per una chiusura straordinaria per pochi giorni, come la Brembo di Stezzano (BG) e la Marelli di Corbetta (MI), ma una chiusura prolungata o più diffusa rischia di compromettere seriamente il settore, come sottolinea ANFIA nel suo comunicato odierno.

L'ipotesi di una chiusura delle attività produttive in maniera unilaterale (cioè solo per l'Italia), sottolinea ANFIA, si rivelerebbe controproducente per una filiera che vive anche sull'export, mentre se si ragionasse a livello europeo le cose sarebbero diverse; in particolare se si procedesse con un accordo congiunto con due grandi mercati del settore automotive come Germania e Francia.

All'insegna di #noicisiamo molte attività riescono comunque a garantire la spedizione dei ricambi e l'attività di service per i clienti, come dimostra ad esempio Rhiag, che ha attivato modalità di smart working per continuare a consegnare la merce e offrire assistenza.

Ricordiamo, inoltre, che sabato 14 marzo è stato sottoscritto il “Protocollo condiviso di regolazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus Covid-19 negli ambienti di lavoro”.

Le parti sociali e il Governo hanno dunque messo a punto un protocollo sulla sicurezza nei luoghi di lavoro: un’intesa articolata in 13 punti in cui si sottolinea che “La prosecuzione delle attività produttive può avvenire solo in presenza di condizioni che assicurino alle persone che lavorano adeguati livello di protezione”.

"È un risultato molto importante in una fase che impone a tutti massima responsabilità nel garantire, prima di ogni altra cosa, la sicurezza e la salute dei lavoratori e delle lavoratrici" - sottolineano Cgil, Cisl, Uil in una nota congiunta. ribadendo che la salute di chi lavora è per le tre confederazioni "un’assoluta priorità che deve precedere qualunque altra considerazione economica o produttiva”.

Per leggere il commento della Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (CISL) clicca qui.
 

Chiusure temporanee per la sicurezza

La decisione di Marelli va comunque intesa come necessaria per mettere in atto le misure di controllo e prevenzione per la tutela dei lavoratori all'interno di tutti i suoi stabilimenti.

Come dichiara l'azienda, infatti: “Marelli ha disposto la sospensione temporanea di tutte le attività produttive nei propri stabilimenti italiani dal 16/03 al 18/03 incluso.
La misura è stata adottata allo scopo di garantire, al massimo livello possibile, la salute e il benessere dei dipendenti, che costituiscono la priorità assoluta per l’azienda e per adeguare in maniera ancor più rigorosa le misure di salute e sicurezza al protocollo emanato dal Governo Italiano, che prevede la sospensione delle attività produttive in tali fasi di adeguamento.”


Anche Brembo ragiona in termini di sospensione temporanea: “l’azienda ha disposto che dal 16 al 22 marzo le proprie attività produttive a Stezzano, Curno, Mapello e Sellero saranno temporaneamente sospese. La decisione è in linea con le disposizioni straordinarie del Governo Italiano e ha l’obiettivo di tutelare la salute e sicurezza delle persone, a fronte dell’evoluzione della pandemia del COVID-19 e alla conseguente oggettiva impossibilità di operare con continuità. Brembo ha preso questa decisione con grande senso di responsabilità e d’accordo con tutte le parti sociali coinvolte, per intensificare le misure già adottate fin dalle prime fasi di diffusione del virus e per garantire una maggiore sicurezza e serenità di tutte le proprie persone.”
Non si pensa certo a una chiusura prolungata, ma anzi a garantire un sereno proseguimento delle attività.

N.B.: questa notizia risale a lunedì 16 marzo. Per gli ultimi aggiornamenti sulle decisioni di Marelli clicca qui, per Brembo, invece, clicca qui.
 

ANFIA chiede un approccio congiunto

Il sostegno di ANFIA alla filiera si inserisce proprio in questo contesto, dove si ipotizza che una chiusura delle attività di 15 giorni o più sarebbe deleteria: “Le ipotesi di un blocco delle attività a livello regionale – in Lombardia e Piemonte – o a livello nazionale – nella sola Italia con il resto d’Europa in piena attività – ci vedono fortemente contrari in quanto, se attuate, porterebbero in entrambi i casi a danni irreparabili per la filiera produttiva automotive, andandone a intaccare pesantemente la competitività sui mercati internazionali. È evidente, infatti, che, in un settore globalizzato come il nostro, essendo le catene del valore complesse e profondamente interconnesse, un fermo produttivo regionale o nazionale implicherebbe l’immediata perdita di commesse e clienti all’estero, con conseguenze devastanti sull’economia italiana, di cui l’automotive è un comparto trainante, e, in questa congiuntura, molto vulnerabile. 'Teniamo alla salute dei nostri dipendenti – ha affermato Paolo Scudieri, presidente di ANFIA – le aziende oggi sono luoghi in cui si applicano con rigore le misure di sicurezza messe in campo dal governo, ma lavoriamo anche per una ripresa che possa dare futuro ai nostri dipendenti e, con essi, alle loro famiglie'. ANFIA ritiene che l’approccio congiunto proposto rappresenterebbe un vantaggio anche per Germania e Francia, agendo come importante misura preventiva nei due Paesi in cui ci si aspetta un’escalation dei contagi analoga a quella già avvenuta, e purtroppo ancora in corso, in Italia.”
 

L'esempio Rhiag per un business sicuro

All'insegna dell’hashtag #noicisiamo, molte attività riescono comunque a garantire la spedizione dei ricambi e l'attività di service per i clienti, come dimostra ad esempio Rhiag, che ha attivato procedure straordinarie per proteggere i dipendenti, i collaboratori e tutti gli operatori della filiera coinvolti.

Come riportano nel comunicato diffuso oggi, “Rhiag Group opera anche nell’ottica di proteggere il business della nostra filiera automotive aftermarket e ripartire più veloci di prima”.

Ecco come si sono organizzati, in ottemperanza al DPCM 11 marzo 2020 e nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza anti-contagio del decreto (rispetto della distanza minima prevista di 1 metro, l’adozione di strumenti di protezione individuale come mascherina e guanti, come previsto dall’art.1, punto 7):
- La distribuzione Rhiag è gestita attraverso le filiali sul territorio italiano, aperte in accordo con le specificità locali;
- Le attività al banco sono sospese, ma continuano le consegne attraverso la rete dei corrieri convenzionati;
- Il supporto ai clienti flotte è assicurato attraverso il servizio di help desk interno anche per la segnalazione dei ricambisti e delle officine convenzionati attivi;
- L’attività di ufficio prosegue con la modalità lavoro agile c.d. smart working ovunque possibile.

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Tags: brembo Rhiag aftermarket anfia marelli

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