Articoli | 05 Novembre 2019

Algo goes green!


 

Quattro chiacchiere con Marco Meliga, amministratore delegato di Algo Group, che illustra i progetti e le iniziative per rendere il gruppo sempre più efficiente e eco-friendly.
 
Perché “Algo goes green”?
Perché dobbiamo prenderci cura di noi stessi, degli altri e del mondo intorno a noi, e questo è l’inizio di un cammino, non un punto di arrivo. Quindi non diamo limite a quelle che possono essere le iniziative, però dobbiamo iniziare e iniziare significa tirarsi su le maniche, guardando quello che si ha immediatamente a disposizione.
Potremmo fare grandi progetti che partono da qui a sei mesi, da qui a un anno, ma se ci guardiamo bene intorno ci sono delle azioni immediate che possiamo fare da domani, come ad esempio usare meno plastica, usare materiali riciclabili anche in quello che facciamo quotidianamente - dal bere il caffè al riutilizzo della carta - e tutte queste sono iniziative che vanno in quella direzione, bisogna solo iniziare, se non le mettiamo insieme in modo organizzato, non lo faremo mai.
 
Quindi partiamo da qui e dove vogliamo arrivare?
Vogliamo arrivare, teoricamente, a un’azienda che si auto sostiene, che significa che tutto quello che spreca e quello che inquina, o riesce a riutilizzarlo o riesce a compensarlo in qualche modo e qui si potrebbero inserire concetti semplici e sostenibili del tipo: “piantiamo degli alberi”. L’Idea è semplice…. Da una parte produco CO2 con la mia attività, dall’altra parte la consumo e immetto ossigeno nell’ atmosfera…
La natura lo fa spontaneamente, gli alberi sostengono questo processo di compensazione…. Seguendo questo principio, se metto in atto un numero sufficiente di processi che riducono o compensano il fattore inquinante che genero con la mia attività, il gioco è fatto. Chiamarlo “gioco” ovviamente è semplicistico e ovviamente non si può andare al punto di pareggio a tempo zero, ma sappiamo che ci sono esperienze in corso di attività sostenibili dal punto di vista energetico… quindi è possibile!
L’essenziale ora è iniziare da qualche parte, dalle nostre piccole cose, da alcune esperienze positive… per questo il “piantiamo degli alberi” è una sorta di processo simbolo, ci insegna il rispetto della natura e il valore della stessa e insegna a noi e ai nostri figli a tutelarla per il nostro futuro.
 
Quali sono i primi passi che condividerà con l’azienda?
Noi abbiamo l’infrastruttura e poi abbiamo il prodotto e comunque tutto quello che gli gira intorno, quindi grande attenzione a tutte e due.
Per quanto riguarda quello che gira intorno al prodotto possiamo lavorare sugli imballaggi, sulla carta che utilizziamo, sugli olii, sui lubrificanti, su tutto quello che sta intorno alla produzione, utilizzando un processo sempre più attento al termine inquinante del problema. Un po’ più difficile quando si parla di prodotto perché questo implica delle trasformazioni prodotto che devono essere ISO performance se non addirittura migliorative, e questo richiede sicuramente molto più tempo. Ci sono delle cose che richiedono meno tempo, l’imballaggio per esempio, noi stiamo già studiando qualcosa di più sostenibile per quanto riguarda la parte plastica degli imballaggi, sulla parte carta ci sono imballaggi che fino a ieri venivano scartati, oggi abbiamo visto che c’è la possibilità di riciclare certi cartoni che utilizziamo per gli imballaggi principali fino a cinque volte, quindi così riduciamo di cinque volte lo scarto e con questo siamo già partiti.
L’altro aspetto è ridurre i trasporti, se lavoriamo ottimizzando i trasporti tra le nostre sedi e poi chiaramente sui clienti, ci siamo resi conto che possiamo ridurre il numero di truck che si spostano tra le nostre sedi di almeno un terzo e questo significa meno truck che circolano a parità di tempo e meno immissione di CO2 nell’atmosfera.
E poi c’è l’infrastruttura che gira intorno e che siamo noi, le nostre donne e i nostri uomini e noi possiamo iniziare da oggi.
Ci sono le macchinette del caffè che usano bicchieri di plastica e che vogliamo cambiare utilizzando i bicchieri di carta o altri materiali riciclabili, stiamo spingendo perché ognuno usi una propria tazza di ceramica, se invece di prendere acqua in bottiglie di plastica iniziamo a prendere l’acqua in bottiglie di vetro, ci sarà una fortissima riduzione perché comunque la quantità di plastica che si produce con l’utilizzo delle bottigliette di plastica in aziende come la nostra, è enorme. Iniziamo a spegnere la luce quando si esce dall’ufficio, si risparmia energia e il risparmio di energia è riduzione di CO2 nell’atmosfera.
E la carta, adesso abbiamo sulle stampanti un distributore fronte/retro, pensiamo alla carta riciclata e probabilmente la stampa avverrà in futuro solo con l’utilizzo di un badge, quindi quando vado alla stampante, magari ho cinque documenti in memoria ma so che l’ultimo è quello giusto perché ho già fatto tutti i controlli, stampo solo quello e cancello gli altri e così eviterò di buttare via prima quattro fogli.
 
Come pensate di lanciare questa forte visione di attenzione all’ambiente?
L’idea è quella di lanciare un’iniziativa che raccoglie tutto questo e lo potenzia, un’iniziativa che si chiama Algo goes green che dà il simbolo e l’idea del volere essere sostenibili dal punto di vista ambientale. Per questa iniziativa abbiamo anche nominato un responsabile che si occuperà di organizzare, convogliare e dare un senso a tutte le varie iniziative connesse che abbiamo già in corso o che lanceremo.
La prima cosa che abbiamo pensato per lanciare questa iniziativa è regalare a tutti i dipendenti per Natale una borraccia di alluminio e li inviteremo a usarla tutti i giorni nel lavoro quotidiano, è un’azione sostenibile che io personalmente promuoverò per coinvolgere sempre di più le persone, così come stiamo anche valutando come cambiare la distribuzione dell’acqua al lavoro per poter eliminare completamente la plastica.
Quindi questo è proprio una questione di sensibilizzare le persone, è nell’aria, se ne sente parlare tutti i giorni, al di là delle conferenze e dei diversi movimenti di opinione, la realtà è salviamo gli oceani, salviamo la terra, e dobbiamo iniziare da noi, non aspettiamo che ci siano le grandi iniziative governative o le grosse soluzioni tecnologiche anche perché comunque eliminare completamente e rapidamente la plastica sarà difficile perché gli interessi che ci sono dietro sono enormi.
L’imballaggio riciclabile è possibile, ci sono per esempio quei film ricavati dal mais che sono completamente biodegradabili, così come altri materiali non inquinanti….ma ci sono anche delle grandi lotte contro tutti questi nuovi materiali che ovviamente sono antagonisti di grandi interessi.
Al momento molte soluzioni sono più onerose dello status quo, ma come tutte le cose, l’uso su ampia scala nel tempo abbasserà i costi, quindi è su questo su cui bisogna puntare, se tutti iniziassero a lavorare su questi aspetti, a un certo punto, secondo me, il costo diventerà assolutamente competitivo e incentivante.
Il riutilizzo del cartone per noi è un esempio, perché riutilizzare più volte lo stesso imballaggio, come abbiamo iniziato a fare, invece che buttarlo ogni volta, ci ha permesso un risparmio importante e quindi l’impatto è doppio…. Sull’ambiente e sul business.
 
Altre novità?
Abbiamo in embrione un altro progetto, ALGO GOES BLUE, niente di straordinario, ma ancora una volta bisogna canalizzare le forze in una direzione, e quando andiamo BLU, andiamo nel senso della super efficienza, quindi la volontà è quella di costruire un prodotto che sia meno entropico, che vada nella direzione di aumentare l’efficienza del prodotto e aumentare l’efficienza significa ridurre il consumo di energia. E questo concetto lo vogliamo introdurre nei nostri motori, nei nostri meccanismi, nelle modalità di funzionamento dei nostri prodotti.
Per questo ci vorrà un po’ di tempo, ma stiamo già studiando come.
 
Quindi, grandi obiettivi per il futuro
Ci diamo tanti obiettivi, ci mettiamo davanti grandi idee, ma per realizzarle ci vuole ownership, le idee devi possederle e farle tue, e questa è la grande differenza tra un team normale e un team che vince, alla fine tutti hanno le stesse potenzialità, possono attingere ai talenti migliori, alle risorse migliori, però quello che fa la differenza è la passione, l’engagement, il team, il cuore, e l’ownership è fondamentale, se il progetto diventa tuo e l’obiettivo diventa veramente tuo, alla fine la passione, la volontà di fare, e il crederci possono superare qualsiasi ostacolo. Quello che chiedo alla gente di Algo è di prendersi a cuore quello che stanno facendo, io lo dico in un altro modo: “lo prendi a cuore e lo porti a terra”, il modo con cui intercaliamo è proprio questo “portate a terra questi aerei!” Avete gli aerei qui sopra nel cielo che stanno girando, carichi di idee, di iniziative, di innovazione…. portiamoli a terra uno per uno!!! Portarli a terra vuol dire che tu sei il pilota dell’aereo, ne sei responsabile e in quanto tale, quell’aereo devi portarlo giù, è inutile che tu lo tenga a mezz'aria e aspetti che qualcuno lo tiri giù, prima o poi finisce il carburante!
Ma la cosa bella è che più ne porti a terra e più riesci a portarne a terra successivamente, è un effetto dirompente, tutto si autoalimenta e diventa sempre più tuo.
Ecco perché l’ownership è fondamentale.
Noi puntiamo al cuore…. Tutti sono capaci di dirti che cosa fanno, pochi sono capaci di dire come lo fanno, quasi nessuno è capace di dirti perché, noi vogliamo il perché, perché crediamo che questo sia quello che muove tutto. E questa è la gente di Algo.

 
Nella foto:
Marco Meliga, amministratore delegato di Algo Group.

 

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