News | 29 Ottobre 2019 | Autore: redazione

Comunità Autoluce, per riflettere insieme
Ci sono eventi difficilmente raccontabili, come l’incentive organizzato da Autoluce presso la comunità di recupero di San Patrignano. Un evento che ha lasciato il segno, e proprio per questo vale la pena almeno provare a raccontarlo.

In un mondo che è sempre più competitivo e in cui chi detiene l’informazione controlla il potere è difficile fermarsi un attimo a pensare quali potrebbero essere modi differenti di gestire il business.
Ci ha provato Autoluce che lo scorso 26 e 27 settembre ha portato fornitori e clienti presso la comunità di San Patrignano. Una struttura che ha come obiettivo quello di reinserire nella società persone che hanno incontrato dipendenze in grado di distruggere la vita: dalla droga al gioco d’azzardo.

San Patrignano, o “Sanpa”, come lo chiamano i residenti, è un luogo che fa riflettere.

Nato come associazione volontaria, oggi rappresenta un modello di business quasi autosufficiente (se si considerano le donazioni lo è completamente), in cui i ragazzi e le persone che vi dimorano sono chiamati al rispetto di regole ferree, ma anche alla condivisione totale in un’ottica comunitaria, che permette a tutti di darsi una mano gli uni con gli altri.
Così, come in un’azienda il rispetto delle regole è fondamentale, anche lo scambio di informazioni rappresenterebbe l’ottimo per migliorare i processi e le attività.

Una differenza fondamentale, però, è che a “Sanpa” la competizione non esiste, perché la sfida è soprattutto con se stessi, mentre in un’azienda ogni persona è chiamata a dimostrare il proprio valore e quindi ad avere conseguentemente meno propensione alla solidarietà nei confronti dei colleghi.

In ogni caso un evento che ha permesso a molti manager di fermarsi un momento e riflettere sul valore della vita e delle attività umane.

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