News | 16 Dicembre 2020 | Autore: redazione

Mercato auto: scenari, prospettive e previsioni

Si è da poco conclusa la conferenza stampa a cura del Centro Studi Promotor, un momento di incontro virtuale per analizzare le prospettive del mercato automobilistico italiano nel 2021 e nei prossimi anni.
 

Si è svolta oggi, 16 dicembre 2020, la conferenza stampa a cura del Centro Studi Promotor, nota struttura indipendente di analisi e di ricerca sull’economia del settore dell’automobile, dal titolo “La situazione e le prospettive dell’economia e del mercato dell’auto”. Un momento di incontro virtuale, che ha offerto tanti spunti di riflessione.

La parola è dunque passata a Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, che ha spiegato così l’obiettivo di questa conferenza stampa: “L’obiettivo oggi è quello di analizzare le prospettive del mercato automobilistico italiano nel 2021 e negli anni seguenti. Per farlo riteniamo utile partire dall'andamento sia dell'economia che del mercato dell'auto negli anni che hanno preceduto il 2020, per fare poi alcune considerazioni su quanto e accaduto quest’anno e presentare infine le nostre previsioni per il 2021 e il 2022”.

Dopo aver mostrato l’andamento del PIL dell’Italia dal 1991 al 2019, Quagliano ha spiegato l’andamento delle immatricolazioni nel nostro paese negli ultimi trent’anni, ricordando inoltre che alla fine del 1996 il Governo varò i primi incentivi alla rottamazione con una formula che si rivelò subito molto efficace e che nel 1997 determinò una crescita delle immatricolazioni fino a quota 2.393.607 con un incremento sull’anno precedente del 38,9%.

Dopo un cenno alla crisi economica del 2008, che portò a un crollo delle immatricolazioni, si è poi arrivati al 2020: “l’anno della stangata”, come è stato definito durante l’evento.
“Il coronavirus irrompe sulla scena a fine febbraio e il suo impatto è subito pesantissimo. Il PIL del primo trimestre fa segnare un calo congiunturale (cioè sul trimestre precedente) del 5,5%, molto peggio va nel secondo trimestre (-13%), con l'estate il morbo morde meno e così nel terzo trimestre arriva un primo recupero (+15,9%). Se si realizzerà l'ultima previsione dell'Istat che ha stimato per l'intero 2020 un calo dell’8,9%, nel quarto trimestre vi sarà però un nuovo calo del 2,6%”, dichiara Gian Primo Quagliano.

Il Centro Studi Promotor ci dice oggi che il mercato automobilistico italiano chiuderà il 2020 con un calo del 28% delle immatricolazioni che si attesteranno intorno a 1.380.000 unità: un livello da anni ’70 del secolo scorso. Secondo Quagliano però il risultato del 2020 poteva essere anche peggiore se il Parlamento non avesse accolto l’emendamento al Decreto Rilancio presentato dall’On. Benamati e da altri deputati per varare incentivi anche per l’acquisto di auto con alimentazioni tradizionali, ma con emissioni di CO2 non superiori a 110 gr/km.

Ma le prospettive per il mercato italiano dell’auto nel 2021, ha spiegato Quagliano, sono negative per le incognite legate all’evoluzione della pandemia e per la possibilità o meno che il Parlamento approvi l'emendamento presentato dall'On. Benamati ed altri deputati volto a riconoscere incentivi nel primo semestre 2021 anche ad auto ad alimentazione tradizionale con emissioni limitate.

In questo scenario così incerto le previsioni del Centro Studi Promotor sono le seguenti: se vi fosse una terza ondata le immatricolazioni potrebbero attestarsi a quota 1.435 0000 unità senza incentivi e potrebbero arrivare 1.585.000 unità con il pacchetto Benamati. Se poi non vi fosse la terza ondata con il pacchetto Benamati si potrebbe arrivare a quota 1.735.000 immatricolazioni.
In sintesi, per il Centro Studi Promotor, nel 2021 a seconda del decorso della pandemia e della presenza di incentivi alla rottamazione, le immatricolazioni in Italia potrebbero collocarsi tra 1.435.000 e 1.735.000 unità. 

Comunque vada il 2021, spiega Quagliano, l'obiettivo che l’Italia deve porsi per il 2022 è quello di recuperare già nel 2022 un livello assai vicino alla media degli anni che hanno preceduto il grande crollo iniziato nel 2008, cioè un livello intorno ai 2.200.000 immatricolazioni. “Può sembrare un obiettivo ambizioso, ma è certamente raggiungibile con una campagna di incentivi alla rottamazione che, se ben congegnati non solo non costano, ma possono anche dare un positivo apporto alle finanze pubbliche e un contributo significativo al contenimento delle emissioni”, commenta il presidente del Centro Studi Promotor.
Quagliano ha poi ricordato che nel 2022 si dovrebbero avere anche i primi risultati del Piano Nazionale di Resistenza e Resilienza che sarà finanziato con il Recovery fund. “Quella del Recovery fund è un’occasione da non perdere per il nostro paese che, con i fondi messi a disposizione dalla UE e con scelte corrette, può evitare che diventi irrecuperabile il declino economico testimoniato dal permanere della crisi più grave dall’Unità d’Italia, cioè della crisi del 2008 (a cui si somma quella del 2020). Questa crisi per i maggiori paesi europei si è risolta in 4/5 anni, mentre nel 2019 il Pil italiano è ancora al di sotto di quello del 2007 del 3,8% e mentre, sempre tra il 2007 e il 2019, vi sono state crescite del Pil del 15,2% in Germania, del 14,5% nel Regno Unito, dell’11,6% in Francia e del 7,6% in Spagna”, ha detto Quagliano.

Secondo il Centro Studi Promotor, inoltre, anche per il mercato dell’auto il Recovery fund è un ‘treno da non perdere’. “Per l’auto il calo delle immatricolazioni tra il 2007 e il 2019 era ancora del 23,1%. Con la pandemia il quadro si è drasticamente aggravato. Ritornare ai livelli ante-crisi è la parola d’ordine che apre la strada per eliminare l’anomalia di un paese come l’Italia che, non solo non cresce, ma che per la vetustà del parco circolante di autovetture ha anche il tasso di mortalità da incidente stradale più alto tra quello dei maggiori paesi europei (55 morti per milione di abitante nel 2019 in Italia, contro i 51 della media europea, i 48 della Francia, i 37 della Germania, i 36 della Spagna e i 28 del Regno Unito)”, ha concluso Quagliano.

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Tags: mercato auto immatricolazioni Centro Studi Promotor mercato

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