News | 05 Maggio 2020 | Autore: redazione

​Immatricolazioni durante il lockdown, il dato di aprile: -97,5%

Il dato era atteso, aprile a picco: -97,5% rispetto al 2019. Il lockdown della Fase 1 colpisce il mercato italiano dell’auto. L’appello di ANFIA: “servono incentivi per far ripartire il settore”.
 

È un dato negativo, ma che era atteso: il mercato italiano ha totalizzato ad aprile 4.279 immatricolazioni, il 97,5% in meno rispetto allo stesso mese dell’anno scorso.

È una situazione inedita, senza precedenti, tanto per il settore quanto per la popolazione quella portata dalla Pandemia del Coronavirus che ha “confinato” miliardi di persone nel mondo. Tornando ai dati del mercato, diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il consuntivo del primo quadrimestre 2020 è il seguente: 351.611 immatricolazioni, -50,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente.

Nel bimestre marzo-aprile, quello interessato dal lockdown, si sono perse 361.000 immatricolazioni rispetto allo stesso bimestre del 2019, con un ribasso del 51%. Stiamo parlando, evidenzia la nota ANFIA, di un volume di immatricolazioni pari al 9% circa dei volumi registrati, in media, nello stesso bimestre, negli anni 2015-2019 (circa 363.000 unità), che hanno segnato una fase di graduale ripresa del mercato, incominciata già a fine 2014, dopo 6 anni consecutivi in flessione. Nel periodo 2012-2014, infatti, la media delle immatricolazioni del bimestre considerato si è abbassata a 259.000 unità, contro le 412.000 degli anni 2007-2011.
 

Concentriamoci sulla ripartenza

Il mercato italiano dell’auto è stato perciò tra quelli più colpiti dalla crisi Coronavirus, ma adesso è necessario concentrarsi sulla ripartenza, come sottolinea il presidente di ANFIA, Paolo Scudieri.

 “La ‘fase 2’ di graduale riapertura delle attività produttive e commerciali che si inaugura oggi ha alle spalle i 50 giorni più difficili del secondo dopoguerra per la nostra economia. I dati del mercato auto ad aprile sono quindi quelli di un mercato fermo, com’era facilmente prevedibile. Quello che più conta, in realtà, è concentrarsi su una rapida ripartenza, visto che l’odierna riapertura dei concessionari, da sola, non basta certo a riavviare il mercato, e, con esso, la filiera produttiva automotive, data la situazione di profonda incertezza, che condiziona il clima di fiducia di cittadini e imprese, e l’indebolimento dell’economia e del mercato del lavoro, con conseguente perdita di potere d’acquisto dei consumatori.  Nel proseguire senza sosta il suo lavoro a sostegno alle imprese del settore, ANFIA richiama l’attenzione del Governo sull’esigenza di prevedere misure a supporto della domanda, necessarie, oggi, anche alla ripresa delle attività produttive. D’altra parte lo stesso Ministro dello Sviluppo Economico Stefano Patuanelli aveva annunciato, nei primi giorni di marzo, prima del lockdown, l’arrivo di nuovi incentivi per favorire la sostituzione delle vetture circolanti con 10 e più anni di anzianità, per migliorare i livelli di emissioni e dare ossigeno al settore.  Le nostre proposte in questo senso si concentrano su un incremento del fondo Ecobonus 2020 per proseguire l’incentivazione delle auto BEV e PHEV e la previsione di una estensione del bonus (ad oggi in vigore per le auto fino a 60 g di CO2/km) alle auto ad alimentazione alternativa con emissioni di CO2 da 61 a 95 g/km, in coerenza con le politiche di indirizzamento del mercato verso le tecnologie a basso impatto ambientale ed in linea con gli obiettivi fissati dalla regolamentazione europea. Inoltre, visto  il considerevole numero di vetture accumulate in stock da concessionari e produttori durante il lockdown, per evitare che il loro smaltimento  blocchi il riavvio della produzione e per dare un immediato impulso alla ripresa delle vendite in un momento in cui la fiducia dei consumatori è bassa, riteniamo possa essere di grande efficacia per cittadini e per le imprese prevedere un incentivo all’acquisto delle  vetture in stock prodotte prima del lockdown”.
 

Gli ultimi aggiornamenti e l’usato

Dal 12 marzo al 30 aprile (35 giorni lavorativi) sono state immatricolate appena 8.492 nuove autovetture, con una media di 242 unità al giorno. Il 20% delle auto nuove vendute nel periodo ha riguardato il segmento B (utilitarie), il 19% i SUV piccoli, il 16% i SUV compatti, il 12% il segmento A (superutilitarie), l’11% circa il segmento C (medieinferiori), mentre il restante 22% ha interessato gli altri segmenti. 

Il 41% delle auto vendute nel periodo considerato ha alimentazione diesel e il 33% a benzina, mentre le auto ad alimentazione alternativa sono il 26%, più di 1 su 4, di cui l’11% ricaricabili, il 9% ibride mild-full, il 4% benzina-GPL, il 2% benzina-metano. Nel dettaglio, sono state immatricolate 768 auto BEV, di cui quasi la metà nella sola provincia di Roma.

Il mercato ha riguardato soprattutto le società commerciali (noleggio, flotte). Non a caso, oltre il 28% delle nuove auto è stato immatricolato nelle due regioni italiane in cui vige una normativa vantaggiosa per il noleggio: il 14,4% in Trentino Alto Adige e il 14% in Val d’Aosta. Seguono, per volumi, Lazio (13% di quota), Lombardia (10%), Veneto (8%), Piemonte (7%), Toscana (7%) ed Emilia Romagna (6%).  

Il mercato dell’usato totalizza, ad aprile, 23.020 trasferimenti di proprietà al lordo delle minivolture a concessionari, il 93,6% in meno rispetto ad aprile 2019. Nel primo quadrimestre 2020 si registrano 841.638 unità, con una contrazione del 43,2% rispetto a gennaio-aprile 2019.
 

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Tags: mercato auto immatricolazioni mercato

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