Articoli | 22 Febbraio 2021 | Autore: David Giardino

Autodis Italia è pronta per l’OE

Paolo Morfino, AD del Gruppo Autodis Italia, ci racconta le strategie dell’azienda per crescere sul mercato.
 

Dal rafforzamento territoriale, grazie alle acquisizioni di distributori regionali, all’ampliamento di gamma con la prossima introduzione del ricambio OE, Autodis Italia lancia la sfida della distribuzione a tutto campo.

Abbiamo intervistato Paolo Morfino AD del Gruppo Autodis Italia, architetto di questa continua crescita.

Con l’acquisizione del distributore emiliano 2G Padauto, Autodis conferma la propria politica di crescita per acquisizioni sul territorio italiano; possiamo ritenere questa ultima operazione come conclusiva del dinamismo della azienda dimostrato sino ad oggi, oppure un’ulteriore passo verso una copertura territoriale sempre più capillare?
Non riteniamo di aver completato il nostro piano di acquisizioni in Italia; il nostro desiderio è di dare lo stesso livello di servizio in tutte le regioni e per raggiungere questo traguardo ci mancano ancora alcuni tasselli che vogliamo completare nel prossimo futuro. Pur non avendo fretta, sappiamo esattamente quale è il nostro progetto qui in Italia e può essere concretizzato tramite acquisizioni di realtà già insediate nel loro territorio o con l’apertura di nuove filiali a seconda delle circostanze che si presenteranno.

Quando si compra una azienda di distribuzione, cosa si compra esattamente? Da cosa è rappresentato soprattutto il valore?
Si compra ovviamente il fatturato dell’azienda, che significa soprattutto la relazione fra l’azienda e i propri clienti, la relazione fra le persone che hanno costruito e sviluppato il business negli anni, il rapporto di fiducia e la reputazione dell’azienda nel tempo. Un’esperienza e conoscenza del territorio, delle persone, delle abitudini, che rappresentano il vero avviamento dell’azienda, difficilmente quantificabile in una posta di bilancio. È importante saper valorizzare tali assets intangibili, preservarli e arricchirli con i valori e le best practices del Gruppo nel quale si vanno a integrare.
Per ultimo si comprano anche le infrastrutture informatiche, gli scaffali, il magazzino e la capacità di erogare un servizio.


Quali sono i vantaggi dei quali le aziende che entrano a far parte del circuito di Autodis beneficiano?
Lavoriamo molto sulla integrazione logistica e sulla efficienza dei magazzini; la gamma offerta viene notevolmente allargata appoggiandosi alle piattaforme logistiche principali, nottetempo consegniamo gli ordini ripristinando le scorte delle filiali, bilanciando costantemente i magazzini. Questa è la dimostrazione di una efficienza immediata di grande valore, sia per i nostri clienti sia per le officine, che a valle soddisfano velocemente la necessità di una rapida riparazione dell’automobilista che rappresenti il miglior compromesso qualità/costo/rapidità.

Se non nell’immediato, ci si aspetta una maggiore integrazione delle aziende però...
L’accorpamento in un’unica grande azienda è sicuramente un obiettivo che non abbiamo mai nascosto, anzi. È sicuramente un target impegnativo, ma indispensabile per creare quell’efficienza necessaria per competere nel mercato automotive. 
L’integrazione fra aziende è un processo quotidiano che passa dai sistemi informatici, dal dialogo fra le persone che ne fanno parte, dall’assimilazione di valori aziendali comuni.
Il nostro obiettivo non è solo quello di migliorare le performance, ma anche di salvaguardare il personale che è fatto di eccellenze e ha contribuito nel tempo al successo della azienda. Inoltre, anche i clienti vanno preparati a questo cambiamento per evitare che ci siano troppi stravolgimenti nel modo di lavorare in un breve periodo di tempo. L’accelerazione dei tempi porterebbe più rischi che benefici, per questo procediamo per gradi, ma procediamo, costantemente.


Come è stato l’anno concluso e come è iniziato il 2021 per voi?
Certamente i primi mesi dell’anno sono stati problematici e ci hanno fatto temere una contrazione del fatturato; poi con la progressiva riapertura delle attività, abbiamo recuperato il ritardo e concluso l’anno sugli stessi livelli dell’anno precedente. Riteniamo che sia un ottimo risultato! 
Il 2021 è iniziato con un buon ritmo e questo ci rende ottimisti. La nostra politica durante tutto questo difficile periodo è stata quella di seguire le indicazioni date dal nostro CEO, Stéphane Antiglio, che ha scelto di continuare a erogare il servizio ai propri clienti anche quando altri chiudevano magari per il poco lavoro o per timore della situazione generale. Rimanere aperti, oltre ad aver evitato i disagi al cliente finale, ha rafforzato il legame fra noi e i nostri clienti e siamo stati ricompensati. 


Non si aggrega solo la distribuzione, ma è in atto anche una forte aggregazione fra ricambisti. Siete preoccupati che a valle si rafforzi il potere negoziale dei vostri clienti?
I mercati più evoluti ci dimostrano che il rafforzamento della rete di distribuzione a qualsiasi livello rafforza le aziende e le rende più competitive e vincenti. Questo fenomeno è chiaro in Nord America così come in alcuni paesi europei, ma ancora poco in Italia. 
Per noi dialogare con un cliente di grandi dimensioni è una attività alla quale siamo preparati e strutturati; sappiamo che le richieste di maggior servizio e competitività possono essere equilibrate dai volumi e da un credito più affidabile. Inoltre, si possono recuperare punti con la programmazione degli ordini e la loro informatizzazione. Penso si possa trovare un punto di equilibrio che possa soddisfare entrambe le aziende, e alla fine, è il sistema paese che ne beneficia: un servizio migliore al cittadino, più solido, competitivo, efficiente.


Il 2020 ha conclamato nel mercato i private label, li fanno i costruttori auto con il multimarca, i componentisti allargando le gamme con prodotti commercializzati, i distributori, i ricambisti. Tutti questi prodotti in scatole con nomi nuovi rafforzano o indeboliscono il mercato?
I private label hanno una logica per alcuni operatori, per altri sembrano la soluzione ai problemi di prezzo che devono affrontare nel mercato. Dal mio punto di vista trattare una linea di prodotto a marchio privato è una attività difficile, che richiede impegno e attenzione costanti. Inoltre, occorrono importanti investimenti e competenze per fare bene questo mestiere. Ritengo che non rimarranno così tanti i marchi privati a medio/lungo termine.

Ad aumentare la complessità il 2021 è iniziato con la distribuzione dei prodotti OES da parte di alcuni distributori indipendenti; qual è la vostra opinione in merito?
La presenza dei prodotti OES nella rete distributiva indipendente è frutto di una necessità dei costruttori di migliorare la loro presenza e logistica nel mercato della riparazione. Con lo spirito di essere sempre più utili ai nostri clienti, il ricambio originale è un prodotto che vogliamo, dobbiamo e possiamo trattare.
Vogliamo che questo servizio funzioni bene ed è per questo che ci siamo presi un po’ più di tempo per presentare ai clienti la nostra offerta che include anche questi articoli. 
Si tratta soprattutto di prodotti legati alle attività di riparazione di carrozzeria e noi in sinergia con PHE (Parts Holding Europe) che ha una offerta di ricambi importante in questo campo, saremo a brevissimo pronti a presentarci come fornitore altamente qualificato di prodotti per la riparazione a tutto campo, compreso l’originale.

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