Articoli | 17 April 2026 | Autore: Tommaso Caravani

​Car Jolly Fix, ricambi e attrezzature nella transizione generazionale

La storica realtà milanese avvia il passaggio ai figli e ai nuovi responsabili. Continuità e aggiornamento dei processi si intrecciano in un mercato dove il prezzo pesa sempre di più.


Ricambi e attrezzature insieme, quando il mercato tendeva a separarli. È su questa scelta che si è costruita negli anni Car Jolly Fix, guidata da Guido Arbizzoni per i ricambi ed Emilio Galimberti per le attrezzature.

"Siamo stati tra i primi a fare ricambisti e attrezzaturieri insieme. In questo modo possiamo parlare con l’officina a 360 gradi", spiega Galimberti. Una complementarità che ha permesso di seguire clienti molto diversi tra loro, "dal sottoscala al concessionario".

Sul fronte ricambi, Arbizzoni riassume l’approccio con una frase che è rimasta nel tempo: "Qui si risolvono i problemi". Una visione che mette al centro la relazione tecnica più che la pura transazione commerciale e che va oltre la mera identificazione del pezzo, perché spesso le officine hanno bisogno di un supporto maggiore anche nella risoluzione di problematiche tecniche.

Il mercato e la pressione sul prezzo

"Il potere del ricambista è diminuito nel tempo” e "oggi è aumentata la pressione sui prezzi", osserva Arbizzoni. Anche la geografia commerciale si è trasformata: "Una volta, per noi che siamo a nord di Milano, si arrivava fino a Lodi. Oggi sarebbe probabilmente impensabile, perché il ritmo delle consegne è aumentato a dismisura e sarebbe impensabile servire un’area così vasta". Le consegne tradizionali, ammette, hanno perso parte del loro senso se non inserite in un modello più strutturato, oggi, in sostanza, quella che un tempo era considerata una consegna urgente è diventata la normalità.

Non tutta la clientela, però, si è evoluta allo stesso ritmo, anche in una regione, la Lombardia, che è tra le regioni più performanti. "Ancora oggi c’è un 30% di clienti che si presenta nel nostro magazzino con un pezzo di ricambio in mano, chiedendoci di averne uno uguale", racconta Arbizzoni, a dimostrazione del fatto che, nonostante le evoluzioni di cui spesso si parla, sul mercato esista ancora un larga parte di autoriparatori che continua a lavorare in maniera tradizionale.
 

“La nostra forza è proprio riuscire a servire ancora anche questo tipo di clienti, perché la gente è consapevole che Car Jolly Fix è un’azienda composta da persone competenti” e, quando arriva un componente complesso, tipo "il fanalino della Ferrari, per noi è una sfida". 
Negli anni poi, la gamma di prodotti offerti si è ampliata, “abbiamo iniziato con i lubrificanti – ricorda Galimberti – e presto siamo arrivati a essere fornitori e specialisti anche di componenti complesse come motori e cambi. Non è stato semplice, anche perché abbiamo costruito questa specializzazione nel tempo, in un periodo in cui, quello dei motori, era terreno esclusivo delle rettifiche”. 

Una conoscenza tecnica che ha permesso a Car Jolly Fix di coniugare anche passione e lavoro. Entrambi i soci fondatori, sono infatti anche appassionati di auto d’epoca e così hanno iniziato anche una nuova attività nella fornitura di ricambi per auto d’epoca, “un’attività che non puoi assolutamente permetterti senza un’alta preparazione e conoscenza di questo settore”. Un’estensione che consolida il rapporto con una clientela tecnica e fidelizzata.

Attrezzature e rapporto con le concessionarie

Sul versante attrezzature la dimensione è cresciuta nel tempo. "Se consideriamo quello che è il nostro magazzino attrezzature e facciamo il confronto con gli altri ricambisti che offrono questo servizio, possiamo dire che siamo probabilmente i più grandi in Lombardia", sottolinea Galimberti.
 
"La nostra forza è sicuramente aver iniziato per primi a offrire questo servizio, quando ancora non era neanche considerato da chi vendeva ricambi. Questo ci ha portati a servire anche alcuni clienti che non rientravano nel perimetro di classico ricambista. Per esempio, ancora oggi, lavoriamo molto con le concessionarie, e questo ci permette di confrontarci anche con una tipologia di cliente differente e che ha bisogno di essere molto seguita".

Forse proprio per questa sua natura, difficilmente incasellabile, Car Jolly Fix, nel tempo, ha scelto di restare fuori da consorzi e gruppi. "Abbiamo sempre avuto il timore di mettere troppa meccanizzazione nel nostro lavoro", dice Galimberti, ricordando clienti che seguono l’azienda da oltre cinquant’anni. 

Una posizione che oggi si confronta con un contesto in cui processi e logistica sono sempre più determinanti. “Ovviamente utilizziamo la tecnologia, abbiamo i cataloghi elettronici e tutto quello che serve per lavorare in maniera moderna, ma l’idea dei gruppi o della cessione dell’attività non ci ha mai affascinato, anche se siamo perfettamente consapevoli che il mondo sta cambiando”.

La nuova gestione tra continuità e innovazione

Proprio per questo l’azienda ha intrapreso anche un passaggio generazionale che è già operativo. Stefano Galimberti continua il lavoro del padre sulle attrezzature, mentre Andrea Chiricò ha assunto la responsabilità dell’area ricambi.

"La vecchia gestione serve per tenere lo zoccolo duro di clienti che ci conosco da anni e hanno ancora bisogno di un rapporto personale di un certo tipo, per questo siamo ancora in azienda", spiegano i soci storici, che accompagnano la transizione.
L’obiettivo dichiarato però, resta chiaro: "Migliorarci e crescere" mantenendo "servizio e passione", ma aggiornando i processi di vendita e introducendo nuove attività. Ci stiamo inventando qualcosa", accenna Galimberti, senza entrare nei dettagli.
 
È forse questa la cifra più coerente con la storia dell’azienda: innovare con cautela, restare ancorati al territorio e continuare a presidiare quel ruolo di intermediario tecnico che, nonostante tutto, nell’aftermarket indipendente non ha ancora trovato un sostituto definitivo.

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Tags: ricambisti ​Car Jolly Fix

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