Articoli | 02 Febbraio 2018 | Autore: Tommaso Caravani

Automechanika Shanghai: la Cina supera le aspettative

La fiera chiude con una crescita importante (+9% di visitatori e +5% di espositori), ma per comprendere lo sviluppo di questo continente bisogna andarci. Noi di Notiziario Motoristico ci siamo stati e cerchiamo di raccontarvi cosa abbiamo visto.
 

Lo stereotipo italiano sulla Cina è sempre lo stesso: produzioni di bassa qualità e a basso costo da produttori che sono, sostanzialmente, solo in grado di copiare. Se torniamo indietro nel tempo a quando gli Stati Uniti avevano questa stessa immagine del nostro paese negli anni del nostro boom economico, capiamo allora che la Cina fa sul serio.

Per rendersene conto, almeno in ambito automotive, è sufficiente partecipare ad Automechanika Shanghai, dove sono presenti, tra l’altro, quasi tutti i principali componentisti europei e americani, con stand che poco hanno da invidiare a quelli realizzati per Automechanika Francoforte. Ma non sarebbe ancora sufficiente.

Elettronica e tecnologia in pole position

La Cina è il primo paese per investimenti nel campo dell’intelligenza artificiale, un comparto che molto ben si adatta alle esigenze sempre maggiori di guida autonoma sui veicoli, e non è un caso se Fiona Chiew, general manager di Messe Frankfurt Shanghai, ci tiene a sottolineare come la manifestazione cinese abbia organizzato un convegno sull’auto connessa, che ha coinvolto i principali attori di questa rivoluzione (in particolare il colosso cinese Baidu, motore di ricerca delle dimensioni di Google).

Questo perché la Cina, nel campo della mobilità, sta facendo ciò che il resto del mondo ha impiegato anni a raggiungere. Basti pensare al fenomeno Didi Chuxing, praticamente un Uber che in poco tempo ha quasi raggiunto il fatturato del collega americano e che può contare su una proprietà più che solida (il gruppo Tencent, che possiede il mezzo di comunicazione più utilizzato in Cina, dove WhatsApp è vietato: WeChat). Sono questi i punti di partenza per capire come Fiona Chiew annunci vittoriosa i numeri crescenti di una fiera, che vede sempre più espositori dal mondo dell’elettronica.

Un mercato allettante

Cheng Yongshun, vicepresidente dell’associazione nazionale produttori di attrezzature, tira in ballo anche qualche numero: “La vendita di automobili ha quasi raggiunto i 30 milioni. Il mercato totale di auto nuove e aftermarket sta crescendo e siamo ottimisti sul futuro. Grazie allo sviluppo delle auto siamo confidenti che il trend sia positivo anche per l’aftermarket”.

Ci sono però alcune priorità, secondo Yongshun, che hanno la precedenza sulle altre, come quella di “sviluppare sistemi per connettere le vecchie auto”. E questo, nonostante la Cina sia probabilmente il primo paese per numero di auto elettriche. Yongshun spiega anche perché il mercato cinese sia tanto allettante per gli investitori: “I marchi locali stanno crescendo e nascono continuamente nuovi brand automobilistici. Grazie all’internazionalizzazione, inoltre, i produttori cinesi stanno affacciandosi anche in altri paesi e oggi contiamo su centinaia di casi di successo”.

Investire in Cina, perchè?

Ma per capire l’importanza di questa fiera e di questo mercato, la cosa migliore è ascoltare chi ci sta investendo. Stefano Sancassani, CEO di Magneti Marelli Aftermarket, ad esempio, durante la cerimonia di apertura ha avuto l’occasione di raccontare come questo paese rappresenti un enorme mercato su cui l’azienda del mondo Fiat sta investendo. Marelli, infatti, ha aperto la propria filiale cinese solo 5 anni fa, ma ha già raggiunto risultati importanti.

Marzia Castellani, Head of Magneti Marelli Aftermarket APAC, che fisicamente ha aperto la filiale, racconta con orgoglio un percorso di crescita inarrestabile, che ha portato l’azienda a poter contare nel 2017 su due centri distributivi, oltre 100 clienti e ben 230 officine già brandizzate Checkstar, con un piano di sviluppo che prevede il raddoppio in pochissimo tempo.

Quando le chiediamo come sia il livello delle officine, la risposta è quasi strabiliante: “In Cina ci sono piccoli riparatori che sono ancora indietro, ma anche grandi realtà che investono e si aggiornano. Noi abbiamo puntato su queste ultime e oggi non ho difficoltà ad ammettere che le officine Checkstar cinesi siano paragonabili a quelle che abbiamo in Europa”. Anche passeggiando per il padiglione italiano della fiera, la sensazione che riportano gli espositori è pressoché unanime: “Un tempo si veniva in Cina per trovare fornitori, oggi lo si fa ancora, ma principalmente si partecipa per trovare nuovi clienti”.

I rischi del mercato

Ma è davvero tutto oro quello che luccica? Non ne sono convinti tutti. La Cina resta pur sempre uno stato con un regime non democratico, e questo comporta dei rischi. Se l’economia cinese è un predatore che riesce a inseguire la preda cambiando rapidamente direzione e adattandosi ai differenti contesti, non è detto che ciò che è valido oggi lo sia domani.
Un esempio? Ogniqualvolta la Cina impone una nuova regolamentazione, decide le sorti di centinaia di aziende, un rischio per gli investitori molto alto. Tuttavia se, come ci ha confermato Mike Dong, general manager del più grande Porsche Center di Shanghai, il cliente medio ha 20 anni, le prospettive per questo paese sono senz’altro buone.

Automechanika Shanghai 2017 in cifre

Superficie: 340.000 metri quadrati (+9%);
Padiglioni: 15;
Espositori: 6.051 (+5%);
Paesi espositori: 40;
Comitive nazionali: 19 (France, Germany, Hong Kong,  Indonesia, Italy,  Japan, Korea, Malaysia, Pakistan, Poland, Russia, Singapore, Spain, Taiwan, Thailand, Turkey, UAE, UK, US);
Totale visitatori: 130.928 (+9%);
Paesi visitatori: 142;
Top 10 paesi visitatori: Taiwan, Korea, Russia, Malaysia, Iran, India, Thailand, Japan, Turkey, Australia;
Numero di eventi: 57.




 

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Tags: automechanika Messe Frankfurt fiere

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