News | 16 February 2026 | Autore: redazione

​Kwikfit Olanda in vendita: spunta D'Ieteren Group tra i possibili acquirenti

Secondo Bart Kuijpers Automotive Nieuws (BKAN), la giapponese Itochu Holding mette in vendita KwikFit Nederland per 40-50 milioni di euro. Bridgestone, Michelin e il belga D'Ieteren Group (proprietario di PHE) tra i possibili candidati, ma i margini ridotti del settore frenano le trattative.


Stando a quanto riporta il magazine Bart Kuijpers Automotive Nieuws (BKAN), la società giapponese Itochu Holding ha deciso di mettere in vendita KwikFit Nederland, dopo 15 anni di proprietà. Itochu è uno dei cinque grandi conglomerati commerciali giapponesi (i cosiddetti "sogo shosha"), giganti industriali che operano in decine di settori dall'energia ai materiali, dalla logistica all'automotive.
 
Nel 2011 Itochu aveva acquisito KwikFit Group (UK, Francia e Olanda), e ora la decisione di cedere la filiale olandese fa parte di una strategia di focalizzazione sulle attività britanniche del gruppo, con una valutazione della branch olandese compresa "tra i 40 e i 50 milioni di euro", precisa il magazine olandese BKAN.

Sebbene il prezzo richiesto non rappresenti un ostacolo per molte aziende, la natura stessa del business e i margini operativi contenuti limitano significativamente il numero di potenziali acquirenti interessati all'operazione.

Secondo l'analisi di Bart Kuijpers, i potenziali acquirenti si possono raggruppare in quattro categorie: i produttori di pneumatici (con Bridgestone e Michelin in pole position), i fondi di private equity, altre case commerciali giapponesi e, infine, il gruppo belga D'Ieteren, noto in Italia per essere proprietario di PHE (presente nel nostro Paese con il marchio Autodis). Quest'ultimo rappresenterebbe, forse, il candidato più interessante dal punto di vista strategico, anche se poco citato nelle speculazioni di mercato.

I possibili scenari di acquisizione

Opzione 1: I produttori di pneumatici

Nel mercato olandese, molti osservatori indicano Bridgestone come potenziale candidato all'acquisizione. Il produttore giapponese detiene una quota di mercato "di circa il 7%" nei Paesi Bassi, rileva BKAN citando il KwikFit Tyre Monitor, e non dispone di una propria organizzazione retail significativa. L'acquisizione di KwikFit, che vende "circa mezzo milione di pneumatici nuovi all'anno", sottolinea l’autore, offrirebbe a Bridgestone l'opportunità di aumentare la propria quota di mercato acquisendo al contempo un business redditizio.

Gli altri grandi marchi di pneumatici in Olanda hanno già quote molto elevate (Continental e Vredestein), reti di vendita proprie (Michelin con Euromaster) o formule estese (Goodyear con Premio). Bridgestone, Pirelli e Hankook si collocano nella fascia intermedia per quota di mercato. Tra questi, Bridgestone ha la rete proprietaria più modesta, con First Stop che conta "36 punti vendita", precisa BKAN.

Negli Stati Uniti, il gruppo possiede già Firestone Complete Auto Care, quindi ha esperienza con questo modello di business e in passato ha dichiarato l'intenzione di investire in una rete retail europea. 
Hankook, invece, si affida tradizionalmente più a una rete di officine e aziende automotive indipendenti.

Anche Michelin ha mostrato interesse in passato per l'acquisizione di KwikFit. Per la quota di mercato propria, l'acquisizione non rappresenterebbe un grande cambiamento, ma fornirebbe al gruppo una rete fastfit complessiva "di oltre 250 punti vendita" (sommando KwikFit alla propria catena Euromaster), spiega Kuijpers.
Scenario interessante, ma complicato: in Michelin conoscono bene quanto siano ridotti i margini nel mondo fastfit, con Euromaster Nederland che "registra perdite da anni", evidenzia l’articolo, e può continuare a operare solo grazie a iniezioni di capitale da parte della casa madre.

Opzione 2: Il private equity

I margini ridotti rendono KwikFit un'opportunità d'acquisto su cui i fondi di private equity devono riflettere attentamente.
 
In passato, CVC Capital è stata proprietaria di KwikFit, giocando il tradizionale gioco del capitale di rischio: l'azienda venne gravata di debiti e gli immobili messi in vendita.
Non ci sono più asset facilmente liquidabili, quindi un nuovo proprietario di private equity dovrebbe considerare KwikFit come un investimento 'normale'. Le parti che finora hanno mostrato interesse si sono ritirate a causa della combinazione di margini ridotti ed elevati investimenti futuri necessari, riporta BKAN. Negli ultimi decenni KwikFit ha effettuato principalmente investimenti di sostituzione, con alcuni punti vendita e nelle (ancora contenute) attività ciclistiche. Nei prossimi anni dovranno essere effettuati investimenti significativi per preparare l'azienda a un futuro in cui molte più auto elettriche si rivolgeranno ai suoi servizi.

La redditività di KwikFit è in ordine ("8 milioni su un fatturato di 190 milioni di euro" nel 2024/2025, specifica il magazine), ma con un EBITDA "di circa 13 milioni di euro", lo spazio per investimenti è limitato. Al tempo stesso, c'è molta liquidità disponibile nel private equity in cerca di opportunità.

Opzione 3: Altre case commerciali giapponesi

Itochu fa parte delle cinque grandi conglomerati giapponesi (i "Big Five": Mitsubishi, Mitsui, Sumitomo, Marubeni e Itochu), colossi che in Giappone gestiscono asset per centinaia di miliardi di dollari e hanno partecipazioni in migliaia di aziende in tutto il mondo. 

Sebbene alcune di queste siano attive nel settore della mobilità e facciano affari tra loro, questi player raramente acquistano format retail maturi, osserva Kuijpers. Inoltre, non sembrano esserci particolari sinergie possibili a priori. Anche per queste società vale quindi il criterio che deve trattarsi di un investimento redditizio. La domanda è se queste case guardino alla questione in modo diverso rispetto ai fondi di private equity.

Opzione 4: D'Ieteren Group

Un nome poco citato è quello dell'importatore belga Volkswagen D'Ieteren Group, che è anche azionista di maggioranza di Carglass e proprietario di PHE (Parts Holding Europe), presente in Italia attraverso Autodis.
 
Fino a tempi molto recenti, l'azienda era limitatamente attiva nei Paesi Bassi, ma questo è cambiato nel gennaio scorso quando PHE ha sottratto i distributori di Vroaam a LKQ. L'azienda ha grandi ambizioni nel settore dei ricambi e con KwikFit acquisirebbe uno dei più grandi clienti automotive dei Paesi Bassi.

Attualmente Alliance Automotive Group Benelux (AAGB), che "nel 2015 ha acquisito la filiale ricambi di KwikFit USN Centuri", riporta BKAN, è il principale fornitore di KwikFit. Sia AAGB che LKQ Fource si tengono finora lontani dai clienti finali e quindi non sono candidati acquirenti logici.

D'Ieteren ha invece esperienza con i clienti finali. Carglass ha acquisito in passato concorrenti nel settore del vetro e KwikFit è ora attiva anche in quel mercato. Con la prevista quotazione in borsa di Carglass e la vendita di parte della sua partecipazione ("stimata in 12-13 miliardi di euro", precisa il magazine), D'Ieteren avrà tasche molto profonde. Il gruppo viene citato anche come possibile acquirente di LKQ Europe, qualora venisse messa in vendita.
Dal punto di vista strategico e finanziario, D'Ieteren rappresenterebbe “un candidato all'acquisizione logico”, conclude l’autore.

Chi rimane fuori dalla corsa

Un'indagine di mercato condotta da BKAN rivela che tra i grandi player dell'automotive olandese c'è poco o nessun interesse per KwikFit. Aziende come Pon, Ayvens e Van Mossel ritengono che l'acquisizione non sia strategicamente coerente e preferiscono concentrarsi sulle proprie attività core. 
Inoltre, acquisendo KwikFit avrebbero i loro concorrenti come clienti, situazione che questi ultimi non gradirebbero. A parte questi tre, nei Paesi Bassi non ci sono molti player in grado di sostenere la somma di acquisizione e gli investimenti necessari.

Uno dei player che potrebbe permetterselo è Inter-Sprint, l'azienda di Ilona Zumpolle-Van Vliet. Inter-Sprint ha alcuni punti vendita propri, che possiede da tempo. Tutte le altre catene di pneumatici hanno chiesto in passato se i negozi fossero in vendita, ma non lo erano (e non lo sono). Allo stesso tempo, l'azienda, uno dei maggiori operatori B2B di pneumatici in Europa, non ha mai investito in ulteriori espansioni. Nel mercato si ritiene improbabile che Inter-Sprint sia interessata, e questo è confermato da fonti vicine all'azienda, sottolinea Kuijpers.

Prospettive incerte

Come hanno fatto notare gli stessi responsabili di KwikFit, l'azienda fa parte di una casa commerciale e quindi è, in sostanza, merce di scambio. Tuttavia, Itochu è già proprietaria da 15 anni e precedenti tentativi di vendita non hanno portato a un nuovo acquirente. Non è quindi da escludere che il gruppo, che ha incassato dividendi sostanziosi negli ultimi anni, rimanga proprietario ancora per un po'.

Segnaliamo che Bridgestone, Euromaster e D'Ieteren sono stati contattati dall’autore per un commento.

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Tags: Kwik Fit PHE

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